Il Bernabéu fischia, contesta, sventola fazzoletti bianchi. E alla fine fa piangere Vinicius.
Le lacrime di Vinícius Junior, nel tunnel dello stadio a partita finita, sono l’immagine più cruda di un Real Madrid che vince sul campo ma perde serenità e consenso.

Le lacrime di Vinicius
Il brasiliano rientra negli spogliatoi a testa bassa e scoppia in lacrime dopo una serata vissuta come un processo pubblico. I fischi erano arrivati già prima del calcio d’inizio, alla lettura delle formazioni. Vinícius li ha sentiti tutti.
Emblematica l’immagine che lo ritrae seduto sugli scalini del tunnel, le mani sul volto, consolato da Mbappé e dal preparatore atletico Pintus. Un leader tecnico trasformato nel simbolo fragile di una crisi più profonda.
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فيني هل كان يبكي قبل النزول للملعب بسبب الصافرات اللي يتلقاها ؟!!!!!
بينتوس وكيليان مبابي قاموا بدعمه !! pic.twitter.com/Ps5X0rkiHW
— محمود مجيد (@MMajeedX) January 17, 2026
La partita di Vinicius
In campo Vinícius ha sbagliato molto, apparendo nervoso e lontano dalla sua versione migliore. Solo nel finale sono arrivati timidi applausi, più indulgenti che convinti. Ma il verdetto dello stadio era già chiaro. Nel dopo partita, il neo tecnico del Real Madrid lo ha difeso.
La vittoria “infelice” del Real
Il clima attorno al Real Madrid è incandescente. La vittoria per 2-0 contro il Levante non basta a spegnere la contestazione. Il pomeriggio del Santiago Bernabéu è stato segnato da fischi assordanti e fazzoletti bianchi, segno di un dissenso totale.
Nemmeno Alvaro Arbeloa è stato risparmiato: nel giorno del suo 43° compleanno, il nuovo allenatore è stato accolto da una bordata di fischi che racconta tutta la tensione dell’ambiente.
A pesare sono le recenti delusioni: la sconfitta in Supercoppa contro il Barcellona e soprattutto la clamorosa eliminazione in Coppa del Re contro l’Albacete. Nel mirino dei tifosi sono finiti Vinícius e Jude Bellingham, fischiato a ogni tocco di palla, ma anche la dirigenza. Una parte dello stadio ha contestato apertamente Florentino Pérez, accusato per la gestione tecnica e per l’esonero di Xabi Alonso.
L’unico a ricevere applausi sinceri è stato il giovane Gonzalo García, simbolo di un futuro ancora tutto da costruire. Il Real ha vinto, ma senza convincere: squadra contratta, poche idee, fischi crescenti. Il tentativo del club di limitare la contestazione con un codice di comportamento sugli spalti non ha funzionato.
Il Bernabéu non perdona. E le lacrime di Vinícius raccontano meglio di qualsiasi risultato la profondità della crisi blanca.






