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Furlani out, la prossima volta. Chivu peggio di Fonseca, eppure…

Niente sensazionalismi, solo profilo basso, in campo come fuori.

Questo Milan non fa vendere i giornali, non fa guadagnare i siti e i canali YouTube, non fa fare ascolti alle tv… ma, per sfortuna di qualcuno,  vince le partite, cioè l’unica cosa che interessa ai Milanisti. Chiediamo perdono se non ci sono miracoli da esibire in pagelle mistiche contro la neopromossa di turno o paragoni storici da scomodare al primo assist: qui si lavora, con la testa bassa, con le unghie e con i denti, con il sacrificio e la voglia di sudare giorno dopo giorno a Milanello.

Critiche eccessive

Al Milan nessuno regala niente, a nessun livello: dopo una vittoria a Como,  per 3-1 tralaltro, ho letto critiche che nemmeno chi perde tutti i big match stagionali ha mai ricevuto. A proposito: la terza sconfitta di fila in Champions League dell’Inter di Chivu è passata in silenzio come fosse un’amichevole inutile, proprio come quelle contro Atletico e Liverpool. E il disastrato Milan di Fonseca dello scorso anno, dopo aver giocato a Madrid, Leverkusen e in casa proprio col Liverpool (ma quello che aveva dominato la Premier, non quello di quest’anno), aveva più punti a 90 minuti dalla fine della fase a gironi. Lo avete letto ovunque ovviamente, vero? Meditate…

Cosa significa la mossa del rifinanziamento

La vicenda del rifinanziamento di Cardinale con Manulife Comvest non deve essere una distrazione per l’ambiente. Ogni speculazione su rivoluzioni e stravolgimenti societari è strumentale a chi pensa ai propri interessi e non a quelli del Milan: la verità è che si tratta di una semplice operazione finalizzata a risparmiare diversi milioni di euro legata a tassi di interesse più bassi, come quando ciascuno di noi fa la surroga con un’altra banca per il mutuo di casa propria.

Non c’è nessuna rottura traumatica, nessun segnale politico, nessun cambio: si va avanti nel segno della continuità, con tutto il management che Cardinale ha scelto da anni e confermato nel tempo, pienamente soddisfatto dei risultati aziendali. Altre figure, come per esempio quella di Calvelli, che già fa parte del CDA del Milan e lavora su progetti per il bene del club, sono di rinforzo all’attuale struttura e non per stravolgerla. Se qualcuno voleva vedere la cacciata di Furlani, pensando di mettersi in bacheca – personale –  chissà quale trofeo insomma, dovrà ripassare un’altra volta.

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