Schumacher, fan increduli: rivelazione commovente

Emozione fortissima dopo la rivelazione dell’ex pilota che parla di due grandi campioni. Il ricordo dopo tanti anni è ancora vivissimo.

Grandi campioni come Ayrton Senna e Michael Schumacher non si possono mai davvero dimenticare. I due atleti hanno in comune una cosa: da quando le loro carriere si sono interrotte, la prima per il tragico incidente che ben conosciamo, la seconda dopo l’ultimo tentativo in Mercedes, nessuno è sembrato all’altezza di raccogliere il loro scettro.

Schumacher F1 Ferrari
Un dramma storico per i due campioni (michaelschumacher Instagram) – www.SportItalia.it

Anche oggi in pista troviamo grandissimi piloti ma la magia che si percepiva a pelle quando i due atleti correvano è proprio di un’altra epoca, qualcosa di irripetibile. Due carriere tra l’altro con un epilogo tragico. Ayrton Senna, per i più giovani che non dovessero conoscere bene la sua storia, morì in pista nel 1994 dopo un grave incidente alla famosa curva del Tamburello.

Dopo aver rischiato la vita ogni fine settimana sulle monoposto più veloci del mondo – da Benetton a Ferrari – a Schumi fu invece fatale un incidente sugli sci. Ad oggi, non si sa fino in fondo quanto quella caduta abbia danneggiato le funzioni vitali del pilota che, secondo le poche indiscrezioni che sono arrivate, non sarebbe nemmeno in grado di camminare da solo.

Il collega è commosso: “Si sarebbero innamorati”

Ma oggi, se Senna e Schumacher fossero in pista, gli piacerebbe lo sport che troverebbero? Secondo l’ex pilota Martin Brundle, oggi commentatore sportivo nella F1, è probabile di si. Le nuove regole del 2026 hanno reso le auto meno potenti e imposto limitazioni strutturali sensibili alle auto che scenderanno in pista tra poche settimane. Ma per Brundle, è tutto parte di uno schema per rendere lo sport più emozionante.

Brundle commento monoposto
Per Martin Brundle, le avrebbero amate (martinbrundlef1 Instagram) – www.SportItalia.it

“Sono convinto che Ayrton Senna e Michael Schumacher avrebbero amato queste vetture. Avrebbero apprezzato la possibilità di sfruttare ogni dettaglio tecnico e di massimizzare il pacchetto, perché era esattamente questo che li rendeva superiori agli altri”, ha detto a Sky Sport il famoso commentatore britannico. Un’auto, insomma, in cui il fattore umano è di nuovo rilevante, come lo era un tempo.

Secondo il commentatore, più le auto sono potenti più i piloti devono in realtà limitarsi“Negli anni ’80, con i turbo e serbatoi enormi, eravamo costretti a sollevare il piede e veleggiare al traguardo con carburante sufficiente. Mi è capitato perfino di perdere un podio perché non lo avevo gestito bene”, il suo ricordo. Insomma, i due campioni, Senna e Schumi, avrebbero amato queste auto. E pensare che non avranno mai modo di guidarle nemmeno per una celebrazione è davvero triste.

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