A sette giorni da Inter-Juve, il rosso a Pierre Kalulu accende il caso: la Juventus chiede la grazia alla FIGC dopo il ricorso respinto, richiamando il precedente Lukaku del 2023. Richiesta respinta dalla Federazione.
A una settimana di distanza Inter-Juventus della notte di San Valentino non smette di far parlare di sé. Il rosso comminato per somma di ammonizioni da parte dell’arbitro La Penna a Pierre Kalulu è ormai diventato un caso destinato a fare la storia. E potrebbe presto fare anche giurisprudenza.
La Juventus infatti oggi ha tentato, senza successo, la strada della grazia per Pierre Kalulu. Dopo il doppio cartellino giallo rimediato nel match contro l’Inter lo scorso 14 febbraio, il club bianconero si è rivolto direttamente al presidente della FIGC, Gabriele Gravina, chiedendo di fatto la revoca della squalifica che impedirebbe al difensore di scendere in campo sabato contro il Como. Richiesta respinta dal presidente federale.

Ricorso alla squalifica già respinto
Nella giornata di oggi i tentativi della Juventus di avere Kalulu in campo domani contro il Como sono stati due. La grazia, come già detto, ma anche il ricordo alla Corte d’Appello Sportiva della FIGC. Un tentativo disperato quello del ricorso che, come noto, si rifà alle disposizioni regolamentari e segue ciò che è stato definito dai referti di gara e quindi respinto.
Il precedente di Lukaku
Una richiesta straordinaria, che riporta alla mente un precedente significativo risalente al 2023 e che vide protagonista Romelu Lukaku. All’epoca, nell’aprile di due anni fa, l’attaccante belga – allora in forza all’Inter – venne espulso durante la semifinale di andata di Coppa Italia contro la Juventus per doppia ammonizione. Il secondo giallo arrivò dopo un’esultanza giudicata provocatoria dall’arbitro, ma maturata in un contesto pesantissimo: Lukaku era stato bersaglio di insulti razzisti provenienti dagli spalti.
Il caso fece scalpore. Pochi giorni dopo, il 22 aprile 2023, Gravina decise di intervenire in “via eccezionale e straordinaria”, applicando l’articolo 43 del Codice di Giustizia Sportiva, annullò il secondo cartellino di fatto revocando la squalifica. Nel comunicato ufficiale si parlava di “gravi ragioni” per concedere la grazia, riconoscendo che il calciatore era stato oggetto di “gravi, ripetute e deprecabili manifestazioni di odio e discriminazione razziale”. Una decisione che si fondava su uno dei principi cardine dell’ordinamento sportivo: la lotta a ogni forma di razzismo.
Kalulu in Inter-Juve: un caso diverso
Il caso Kalulu, tuttavia, presenta contorni molto diversi. Il difensore francese è stato espulso per un fallo su Bastoni, sanzionato con il secondo giallo. Le immagini televisive, secondo la lettura della Juventus e dell’AIA stessa, dimostrerebbero l’inesistenza del contatto falloso.
Ma, a differenza del precedente Lukaku, qui non si parla di discriminazioni o di circostanze straordinarie legate a valori fondamentali dell’ordinamento sportivo. Si tratta, piuttosto, di una decisione tecnica presa dal direttore di gara sul terreno di gioco. E come era facile immaginare per la differenza dei due casi, in questa situazione invece la richiesta della Juventus è stata respinta. Resta dunque una giornata di squalifica per il terzino bianconero.
Spalletti: “Due ingiustizie palesi”
Se non bastasse la richiesta della società stessa, anche Luciano Spalletti, tecnico della Juventus ha detto la sua oggi in conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Como. Queste le parole dell’allenatore di Certaldo: “Quello per Kalulu è un atto dovuto della società perché trattasi di due ingiustizie evidenti a cui tutti sono stati costretti a prenderne atto. Secondo me la società ha fatto bene”.