Prima dell’inizio della conferenza stampa il presidente della FIGC Giovanni Malagò è voluto tornare sulle polemiche per i diritti a pagamento della diretta della conferenza stampa. Queste le dichiarazioni raccolte dal nostro Luca Paglioni.
Così Malagò: “Mi assumo sempre le responsabilità delle scelte. Ho chiesto se fosse una prima volta e mi è stato detto che è prassi comune dal 2020, vi posso dire però che se è stato fatto un errore si provvederà a tornare regolarmente a tutto. Se serve faremo un incontro con un vostro rappresentante al termine delle vacanze, però ci tengo a dire che non si tratta di informazione a pagamento. Abbiamo un broadcaster che è la Rai che ha dei diritti e bisogna fare delle valutazioni, a livello di informazione chiunque voleva venire poteva essere presente qui oggi. Più chiaro di così non posso essere, mi dispiace che sia scattata una strumentalizzazione in pieno stile italiano“.

Le parole di Malagò
Ho seguito l’intervento sul sistema calcio questa mattina. Abbiamo visto la Spagna. I giovani che si fanno le ossa nelle squadre secondarie da noi. É ora che la federazione faccia pesare alle squadre di club queste situazioni. Non mi piace vedere l’Italia essere il campionato di scorta di quelli europei. La federazione deve avere un ruolo importante: “C’è un disegno di legge molto articolato. Mi hanno chiesto di continuare l’audizione subito dopo le vacanze. Considerazioni logiche, condivise, molto inflazionate. Se ne parla ovunque. Ho l’ambizione che c’è la totale complicità nel collaborare in questo progetto. Mi hanno coinvolto nella partita. È modo più diretto per valorizzare i loro asset. Si prende un ottimo giocatore italiano come Dimarco o barella, se non vai ai mondiali vale molto meno se non vai al Mondiale. Questo lo hanno capito.
Faremo quello che possiamo in termini federali. Anche con dei gentleman agreement. Siamo sotto obblighi di calendario, un ruolo complicato avrà Roberto. Ma c’è complicità totale delle componenti, c’è sinergia. Due considerazioni mentre ascoltavo le domande: da noi alcuni giocatori che abbiamo non giocano nei top club italiani. È vero, ma paradossalmente può non voler dire nulla. Magari in quel contesto della stagione , non giochi con le primissime ma passi dal Cagliari al Chelsea (doveva andare all’Inter). La Spagna mi sembra sia lì dal 2019 con un portiere dell’atletica Bilbao e con il centravanti della real sociedad.
L’altra, sentendo parlare Claudio, ho pensato a lui perché qualche ben pensante riteneva che questo fosse stato costruito a tavolino. Ero di fronte ad un muro. La prima domanda che gli ho fatto “tu come vedi Mancini allenatore? Lui mi ha detto benissimo”. Questo è il presupposto di partenza. Claudio ha quelle qualità umane, personali, di stile che sono una componente indispensabile rispetto al momento recente“.
Le parole di Gravina al neo-Presidente FIGC
Così Malagò: “Gravina dopo la conferenza di ieri mi ha detto “bravissimo, è quello che avrei fatto anche io. Mi è arrivato tardissimo il messaggio di Donnarumma in luna di miele “grazie pres. era quello che volevamo io e la squadra“.
Aneddoto di Malagò: “Quando Claudio mi ha detto ‘vengo’ io sono stato entusiasta. Stamattina poi mi ha chiamato e mi ha detto se mi mandava cosa implicassero le deleghe del ruolo club Italia“.
Pensava che fosse questo il mondo del calcio: “Sono fatalista: ci sono state tempeste perfette, ma nella vita non tutti i mali vengono per nuocere“.
Malagò sulla situazione dell’UEFA
Così sull’UEFA: “Ieri sera il segretario generale dell’Uefa mi ha chiamato per una videoconferenza con le federazioni più prestigiose in Europa (Germania Spagna Francia Inghilterra). È stato un attestato di grande prestigio, una sottolineatura di considerazione da parte della Uefa. Nel frattempo avevo già ricevuto una serie di documenti di questo progetto di cui non voglio entrare troppo nel dettaglio. Un progetto particolare da parte della Fifa. Oggi durante la videoconferenza il presidente Ceferin ha espresso un’opinione a dir poco contraria. Domani ci sarà una specie di assemblea con tutte le federazioni d’Europa. Mi sembra ci siano già state prese di posizione che vanno oltre il mondo del calcio. Si sapeva che era già così, ma questa cosa ha determinato una sorta di confine inseparabile di questi due mondi. Ne avrei fatto a meno“.