L’Inter è forte, molto forte.
Lo sapevano tutti e – semmai ce ne fosse bisogno – lo ha dimostrato una volta di più anche con il Napoli in una partita bellissima dal punto di vista dello spettacolo e dei gol ma con troppe macchie sia tatticamente che difensivamente.

L’Inter è forte, il Napoli no: i conti non tornano
Un dettaglio tremendamente importante che al Napoli è costato la partita. Strano da dirsi, considerato che Massimiliano Allegri è uno specialista del fondamentale in questione. Eppure di “Allegriano” la sua squadra non ha avuto assolutamente nulla. Va avanti di due, con merito. Ne prende 3 in maniera imbarazzante e con una facilità estrema. Un mix di errori, orrori e totale mancanza di personalità. Dopo aver subito l’1 a 2 si è spenta la luce e il Napoli è andato in tilt. Farebbe bene Allegri a rifletterci, perchè l’anno scorso i difetti caratteriali oltre che strutturali al suo Milan sono costati la stagione. E a lui la panchina. A oggi i conti non tornano: vittoria all’esordio striminzita col Genoa, poi due stop in altrettanti scontri diretti con Como e Inter. Quelli dell’Inter invece sono in linea con le previsioni generali, però c’è parecchio da fare.
Juventus e Milan, il primo vero esame
Sarà anche presto, anzi prestissimo. Però l’incrocio fra la Juventus e il Milan servirà per capire più o meno la consistenza di entrambre, con tante certezze da costruire e costruirsi e altrettanti dubbi. I primi due successi sono importanti, queso sì, però tutt’altro che indicativi visti gli avversari affrontati. Con il massimo rispetto possibile per Frosinone, Parma, Torino e Venezia, i 6 punti centrati contano il giusto. La Juventus nell’ultimissimo giorno di mercato è stata sistemata bene. Per la gioia e la felicità di Luciano Spalletti è arrivato finalmente il centravanti fisico che riempie l’area di rigore, richiesto dallo stesso allenatore da mesi e mesi. Nick Woltemade preso in prestito con diritto di riscatto dal Newcastle non è il calciatore che ruba l’occhio, riempe le prime pagine e accende i sogni dei tifosi. Tuttavia è assolutamente funzionale e congeniale al tipo di calcio che intende proporre questa Juventus. Ed è tutto ciò che conta realmente. A proposito di attaccanti, ora Kolo Muani dovrà darsi una bella svegliata. E giustificare l’investimento fatto dal club e la fiducia di Spalletti nonostante la (giusta) strigliata pubblica. Non convincono i terzini, specialmente il vuoto che c’è a sinistra. E il centrocampo, dove l’upgrade non c’è stato. Ragionando su livelli e potenzialità il Milan è tutto da scoprire e comprendere. In primis Ruben Amorim. Si vede che ha delle idee ed è preparato, ma in una fase iniziale fare troppi esperimenti e forzature potrebbe non essere la mossa giusta. Col Venezia, per esempio, Amorim ha piazzato Samuel Chukwueze a tutta fascia, Adrien Rabiot e Alexis Saelemaekers come trequartisti dietro la punta. Per carità, il risultato gli ha dato ragione ma la prima regola non scritta sarebbe quella di mettere i giocatori al loro posto per esaltarne le qualità. Fra l’una e l’altra, per motivi differenti, non c’è troppo da fidarsi.
Lazio, possibile sorpresa nell’anno più complicato
I tifosi della Lazio potrebbero pensarla in maniera differente, e ci sta che ognuno abbia la propria idea. Sotto il punto di vista della qualità e dell’aspetto tecnico gli ultissimi acquisti almeno sulla carta hanno alzato il livello e reso più intrigante una squadra che ora potrebbe avere il suo perchè. Fra la contestazione totale, lo scetticismo diffuso e il senso di distacco sempre più evidente non è da escludere a priori il fatto che nel suo anno più complicato la Lazio possa anche prendersi il ruolo di sorpresa. Occhio, perchè il mercato magari non sarà stato a effetto ma funzionale al momento e a Gennaro Gattuso. Anche lui in cerca di riscatto e di rilancio dopo anni complicatissimi.