Parigi-Roubaix, una storica prima volta e finale a sorpresa: che bel gesto

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Parigi-Roubaix, una storica prima volta e finale a sorpresa: che bel gesto. Ma torna di moda il tema delle differenze uomini-donne

In ritardo di un anno e mezzo per colpa del Covid-19, ma finalmente è tornata la classica delle classiche. Perché il ciclismo sarebbe più povero senza la Parigi-Roubaix che quest’anno ha un valore particolare. Ad aprire la strada alla gara maschie, per la prima volta sono state le donne e la gara è anche risultata di altissimo valore.

Lizzie Deignan ed Elisa Longo Borghini (Facebook)

Ha vinto la britannica Lizzie Deignan (Artmitstead da nubile), una delle grandi in bici e tornata quest’anno alle corse dopo il parto. La ciclista della Trek Segafredo se n’è andata a 80 km dall’arrivo e non l’hanno più rivista. Sul podio con lei anche Marianne Vos, seconda come ai Mondiali dietro alla Balsamo, e la nostra fantastica Elisa Longo Borghini in maglia tricolore.

Ma a far notizia è anche quanto successo dopo le premiazioni. Gli organizzatori infatti hanno previsto un montepremi diverso: agli uomini 90mila euro in tutto, un terso dei quali per il vincitore. Alle donne invece poco più di 7mila euro e così nelle tasche di Lizzie sono finiti 1535 euro. Giusto o meno, ci ha pensato la sua squadra a rimediare: il resto del premio per arrivare a quota 30mila lo pagherà la Trek.

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Parigi-Roubaix, una storica prima volta e oggi tocca agli uomini: un nome su tutti

Oggi intanto tocca di nuovo agli uomini che non corrono da queste parti dalla Primavera 2019. Partenza da Compiègne, arrivo nel Velodromo di Roubaix dopo 257,7 chilometri e ben 30 tratti di pavé. Ci saranno tutti quelli storici a cominciare dalla Foresta di Arenberg (non affrontata dalle donne), ma anche Mons-en-Pévèle, Camphin-en-Pévèle e il Carrefour de l’Arbre che è l’ultima difficoltà vera.

(Getty Images)

Favorito, come una settimana fa ai Mondiali, il belga Wout van Aert (Jumbo-Visma) che ancora una volta affronterà il su eterno rivale nel ciclocross come su strada Mathieu van der Poel (Alpecin-Fenix). Ma c’è anche lo squadrone Deceuninck Quick-Step con Stybar Asgreen, Senechal, oltre a Jasper Stuyven (Trek-Segafredo) e Matej Mohoric (Bahrain-Victorious).

L’Italia non vince dal 199, allora toccò ad Andrea Tafi in maglia Mapei. Questa volta poche speranze, ma comunque ci giochiamo il fresco campione d’Europa Sonny Colbrelli, oltre a Davide Ballerini, Matteo Trentin e Gianni Moscon.