Rugby, All Blacks sempre troppo forti: Italia battuta, 9-47

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Partita coraggiosa e ordinata dell’Italia del rugby che tengono testa agli All Blacks nel test match in programma allo Stadio Olimpico in una sconfitta ampiamente prevedibile

Rugby Italia
Gli All Blacjks battono l’Italia nl test match del rugby (AP LaPresse)

Finisce come previsto con una sconfitta, 9-47, il test match amichevole tra l’Italia e la Nuova Zelanda allo Stadio Olimpico di Roma.

Italia battuta ma non demolita

È evidente che il divario tra l’Italia e la Nuova Zelanda sia enorme e il confronto con i giganti del rugby, per la squadra azzurra, debba passare attraverso una logica di piccoli passi. L’Italia si deve accontentare di una prima mezz’ora ordinata, figlia di un ottimo approccio alla gara prima che gli All Blacks prendano saldamente in mano il confronto per dominarlo fino alla fine

Italia molto efficace nel corso della prima mezz’ora grazie a un lavoro estremamente aggressivo e a tutto campo. Si vede la mano del nuovo tecnico, Kiran Crowley, dimostrando che anche i Titani del rugby si possono mettere in difficoltà: per lo meno per un po’.

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Sette mete degli All Blacks

Nuova Zelanda che chiude il primo tempo in vantaggio con tre mete in rapida successione con Christie, Coles e Mo’Unga mentre l’Italia cerca forse con troppa insistenza l’idea di un gioco alla mano senza arrivare abbastanza ai calci e ai pali della porta avversaria, centrati due sole volte con Garbisi. Dal 21-6 del primo tempo al 47-9 della ripresa il passo è relativamente breve, figlio di una pressione meno efficace degli azzurri e di una Nuova Zelanda rivitalizzata da diversi cambi. In meta Reece, Aumua, Sotutu e ancora Aumura con Mo’unga che trasforma sei mete su sette mentre Garbisi è l’unico nel box score azzurro.

Può bastare, l’Italia si accontenta dei sinceri complimenti degli avversari e del caldo applauso dell’Olimpico. In attesa di avversari più abbordabili, il prossimo sarà l’Argentina. Con gli All Blacks ci si rivede tra due anni al Mondiale. Resteranno sempre imbattibili, ma forse un po’ più raggiungibili.