Novak Djokovic, l’aneddoto di Riccardo Piatti: “Lo consigliai ai familiari”

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Riccardo Piatti in un’intervista al Corriere della Sera si sofferma sui tennisti che allena o ha allenato: da Renzo Furlan a Ivan Ljuibicic, da Djokovic alla Sharapova fino a Jannik Sinner

Novak Djokovic
Novak Djokovic (La Presse)

Con la vittoria all’Atp di Parigi Bercy, Novak Djokovic si è assicurato la vetta del ranking Atp al termine della stagione per la settima volta in carriera. Un record ulteriore per il fuoriclasse serbo ora atteso dalle Finals di Torino e dalla Coppa Davis per completare un’altra annata vincente, macchiata dalla sconfitta in finale allo Us Open con Medvedev che gli ha impedito di conquistare il Grand Slam cinquanta anni dopo Rod Laver.

Una carriera quella di Novak Djokovic che ha vissuto una tappa importante, a inizio millennio, nella Accademy di Riccardo Piatti a Bordighera. L’attuale allenatore di Jannik Sinner, intervistato dal Corriere della Sera, ha raccontato del suo incontro con l’attuale numero uno al mondo e di un consiglio fondamentale per il suo tennis.

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Djokovic, l’aneddoto di Riccardo Piatti

Novak Djokovic arriva all’Academy di Piatti nel 2005, da numero 250 del mondo. All’epoca, il coach seguiva Ivan Ljuibicic, l’attuale allenatore di Federer, arrivato fino alla terza posizione del ranking Atp alle spalle di Federer e Nadal.

Riccardo Piatti
Riccardo Piatti con Maria Sharapova (Getty Images)

“Non si deve mai giudicare in fretta – ricorda Piatti – Avevo visto Djokovic una sola volta, in Australia, e aveva preso una stesa da Marat Safin 6-0; 6-2; 6-1. Era il numero 250 del mondo e siamo stati insieme un anno e mezzo.” In quel periodo, l’allenatore si accorge di un problema che condizionava Nole: “Prima di colpire la palla strizzava sempre gli occhi. Consigliai ai familiari di mandarlo dall’oculista. Aveva due diottrie in meno.”

Piatti svela poi anche i motivi della separazione con il serbo: “Non potevo seguirlo a tempo pieno e ci separammo. Suo padre esigeva dedizione assoluta ma io non potevo sdoppiarmi Fu giusto lasciarsi.” Per la cronaca, ancora oggi, Djokovic gioca con le lenti a contatto …