Morto Giampiero Galeazzi, le sue telecronache sono già leggenda

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Morto Giampiero Galeazzi, le sue telecronache sono già leggenda. Il celebre giornalista romano stroncato da una malattia a 75 anni

(Screenshot Rai)

Una delle ultime storiche voci dello sport italiano in tv se n’è andata. A 75 anni, nella sua Roma, è scomparso Giampiero Galeazzi che dagli anni ’70 fino a poco tempo fa è stato uno dei volti più popolari e amati non solo in Rai. Galeazzi da tempo doveva lottare con una grave forma di diabete che l’aveva allontanato sempre più dal piccolo schermo, anche se il pubblico continuava ad amarlo.

Dopo una laurea in Economia, sfruttando la sua esperienza come atleta nel canottaggio (aveva anche affrontato le selezioni per le Olimpiadi di Città del Messico nel 1968) era entrato in Rai. E lì si era diviso per anni tra il calcio, come inviato nei più importanti stadi italiani, e i suoi grandi amori, il canottaggio ma anche il tennis.

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Morto Giampiero Galeazzi, grazie a lui il canottaggi e il tennis sono entrati in un’altra dimensione

Per sette anni, dal 1992 al 1999 ha anche condotto 90° Minuto e ha partecipato alla conduzione del Festival di Sanremo del 1996 vicino a Pippo Baudo. E poi nel 2010 e nel 2012 aveva partecipato a Notti Mondiali e Notti Europee. Ma il suo ricordo è soprattutto legato alle telecronache olimpiche dei fratelli Abbagnale, della coppia Rossi-Bonomi alle Olimpiadi di Sidney 2000 con una passione unica.

Giuseppe Abbagnale, oggi presidente della Federcanottaggio, lo ricorda così a ‘La Repubblica’: “La sua morte è una notizia sconvolgente,. Siamo stati con la figlia pochi giorni fa e avevamo parlato di lui, mi aveva lasciato molto felice il fatto che si stava riprendendo, invece arriva questa notizia. Se ne va la voce storica del canottaggio, ma anche un amico e un personaggio preparato e molto coinvolgente”.