Giro d’Italia, un big più forte del destino: “Mi dissero che non sarei tornato”

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Giro d’Italia, un big più forte del destino: “Mi dissero che non sarei tornato”. La sua è una storia di classe ma anche di coraggio

Il ciclismo, molto più di altri sport è fatto anche di storie di fatica e di coraggio. E se dobbiamo scegliere un simbolo tra i ciclisti rimasti ancora al Giro d’Italia 2022, Domenico Pozzovivo è perfetto per rappresentare quello che significa fare il professionista in bici.

Domenico Pozzovivo (LaPresse)

A novembre lo scalatore lucano festeggerà 40 anni, ma nella sua testa ne ha almeno dieci in meno anche se il suo fisico più volte gli ha presentato il conto. In un aeroporto, faticherebbe a passare i controlli del metal detector perché il suo corpo è pieno di viti e bulloni, eredità di cadute e incidenti pesantissimi anche di recente.

A gennaio era ancora disoccupato, perché in pochi scommettevano sul fatto che potesse tornare ad altissimi livelli. Ma alla fine l’Intermarché-Wanty Gobert, squadra del World Tour, ha scommesso su di lui e ha avuto ragione. Lui li sta ripagando con un Giro da protagonista assoluto ed è ripartito nella terza settimana quinto in classifica.

Giro d’Italia, un big più forte del destino: “Ecco perché per me è importante”

Ma per lui è molto più complicato rispetto agli avversari perché non può tenere la stessa posizione in sella, come ha spiegato in conferenza stampa. “In carriera ho rotto circa 20 ossa e ho subito sedici operazioni, dodici delle quali in anestesia totale. Ecco perché per me ottenere un bel risultato in classifica è importante perché, dopo la caduta in allenamento due anni e mezzo fa, i medici mi dissero che non sarei tornato a correre”.

Lui l’ha presa come una sfida personale e ha tirato dritto anche se non è stato facile. E adesso prende quello che viene, ragionando giorno dopo giorno. “Per me sarebbe già stato importante essere in lotta per un posto nella top ten, quindi posso essere molto soddisfatto di quanto successo sinora. Ovviamente se vedrò una opportunità, potrei provare ad attaccare”.

Giro d’Italia 2022 (LaPresse)

Come molti, anche lui è convinto che tutto si deciderà il penultimo giorno con la tappa della Marmolada che finirà al Passo Fedaia. E poi Domenico ragionerà sul futuro: “Se vivrò una stagione tranquilla e senza infortuni, al 90% andrò avanti anche nel 2023”.