Matteo Berrettini, sognare Wimbledon si può: le sue parole esaltano tutti!

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Matteo Berrettini, sognare Wimbledon si può: le sue parole esaltano tutti! Il tennista italiano è reduce dal brillante successo al Queen’s. 

In due settimane ha collezionato dieci vittorie consecutive tra Stoccarda e Londra, portando a casa entrambi i tornei. Ora arriva il bello, con la grande attesa per il tempio del tennis.

Berrettini
Matteo Berrettini (AnsaFoto)

Nemmeno i suoi tifosi più incalliti potevano immaginare un ritorno in campo così fruttuoso. Matteo Berrettini si è confermato ieri sull’erba del Queen’s, il torneo della Regina. Una prestazione solidissima che non ha lasciato spazio al serbo Krajinovic. Due set (7-5; 6-4) e la sensazione di avere sempre tutto sotto controllo. In queste due settimane la condizione fisica è migliorata moltissimo e lo ha sorretto nei momenti decisivi, così come il servizio. Gli ace a doppie cifre sono ormai una specialità della casa in tema di statistiche sull’erba. E pensare che ad inizio carriera, Matteo odiava giocare su questa superficie e riteneva di non avere il gioco adatto per emergere. Di acqua sotto i ponti ne è passata e la finale di Wimbledon dello scorso anno non è stata di certo un’eccezione o un exploit.

Matteo Berrettini, dopo il Queen’s l’obiettivo è Wimbledon: cresce la fiducia nell’impresa

Berrettini Queen's
Berrettini alza il trofeo del Queen’s (AnsaFoto)

Proprio l’Old England Club è la prossima destinazione, per consacrarsi davvero tra i grandi. In settimana conosceremo i sorteggi del tabellone e da lì partirà la caccia a qualcosa di davvero sensazionale. Berrettini, che nel frattempo è stabilmente nella top ten all time dei giocatori con migliori statistiche su erba, si gode il momento e resta focalizzato sui prossimi obiettivi.

Vedermi nell’albo d’oro del Queen’s vicino a gente come McEnroe, Connors Becker… È un onore e un privilegio“.
Intanto mi godo questo inizio incredibile, il migliore che avrei mai potuto immaginare. Poi vediamo…“, con riferimento a Wimbledon. Il sorriso solare che accompagna questa battuta nell’immediato post finale di ieri, lascia aperti grandi spiragli per sognare. Come sottolineato da Matteo a Stoccarda, subito dopo il rientro, le sensazioni era tutt’altro che positive.

Facevo fatica, non colpivo bene come prima, e ho detto al team che sarebbe stata davvero dura. Ma forse è perché sono italiano, e noi italiani tendiamo a lamentarci troppo…“. Adesso gli sfoghi sono alle spalle e non resta che battere il ferro finché è caldo.