Formula 1, braccio di ferro tra pilota e team: finirà in tribunale

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Rischia di avere serie conseguenze legali il braccio di ferro tra un pilota, ormai praticamente annunciato da un team per la prossima stagione di Formula 1, e una scuderia

La notizia del passaggio di Fernando Alonso fin dalla prossima stagione al posto di Sebastian Vettel alla Aston Martin ha innescato un ‘effetto domino’ con conseguenze che fino a poche settimane fa erano inimmaginabili.

Formula 1
(AP LaPresse)

Formula 1 del tutto spiazzata dalla decisione di Alonso. Non solo la Alpine, che stava valutando di estendere la collaborazione dell’ex campione del mondo ad altri progetti, anche su Endurance e Hypercar. Ma anche numerose altre scuderie.

Formula 1, il caso Piastri

Al centro dell’ultimo caso c’è Oscar Piastri, il piota australiano campione in carica della Formula 2 al centro di un vero e proprio braccio di ferro di mercato. Piastri interessa, e molto, la McLaren che sta pensando di tagliare l’impegno di David Ricciardo che quest’anno – così come la macchina del resto – ha reso molto al di sotto delle aspettative.

“Valuteremo un’azione legale”

Formula 1 Alpine Piastri
Oscar Piastri a bordo della Alpine durante uno degli ultimi test ufficiali (Foto ANSA)

A sostituirlo sulla McLaren insieme al riconfermato Lando Norris dovrebbe essere proprio Piastri, che per altro è un pupillo di Ricciardo che, stando ai si dice, potrebbe trovare spazio in Haas o in Alpine. Ma la casa francese, brand del gruppo Renault, ha fatto la voce grossa e non vuole assolutamente rinunciare a Piastri.

Il pilota sostiene di non avere firmato alcun accordo con Alpine. Un post sui social nel quale Piastri sembra quasi mettere le mani avanti di fronte a un potenziale accordo. La cosa non è piaciuta al team manager della scuderia, Otmar Szafnauer che fa riferimento anche a una possibile causa legale con richiesta di danni.

“Abbiamo investito molti soldi nel futuro di Piastri in Alpine – ha dichiarato Szafnauersiamo sicuri del contratto che abbiamo sottoscritto con il campione in carica della Formula 2 ci saremmo aspettati un atteggiamento più serio e leale. L’anno scorso gli abbiamo fornito un’auto con cui ha percorso 3500 chilometri. Abbiamo fatto sette test indipendenti e questo è costato molti soldi. Il motore vale quasi due milioni di dollari. Lo abbiamo formato e preparato per il futuro. E se lui, unilateralmente ha deciso che questo futuro non è con noi, sarà giusto ed equo chiedere un risarcimento”.