Jacobelli: “Inter, tieniti stretto il difensore che batte gli haters”

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Nel mondo digitale, il diritto all’oblio riguarda la rimozione dei link e dei riferimenti che rimandano a un contenuto online ritenuto dannoso per l’interessato. Quando si parla di Francesco Acerbi, 34 anni, difensore dell’Inter e campione d’Europa con la Nazionale, il diritto all’oblio dovrebbero richiederlo tutti quelli che, in settembre, all’arrivo dell’ex laziale
alla Pinetina, lo gratificarono di scetticismo, perplessità, manifesta contrarietà e gli eufemismi s’impongono. Stati d’animo diffusi anche in una parte della tifoseria nerazzurra, adusa propalarli   in Rete. Vi bastino due tweet: “Acerbi non si può accettare”. “Un giocatore ormai scarsissimo, lentissimo, vecchissimo, uno che nessuna squadra ha mai cercato, nemmeno più il suo stesso attuale allenatore. Operazione inspiegabile e concettualmente sbagliata”. Naturalmente, il gol decisivo al Parma in Coppa Italia ha fatto squagliare pregiudizi e commenti malevoli trinciati un tanto al chilo, rimpiazzati da elogi e scuse: date un’occhiata al profilo social del calciatore e ne avrete la prova. All’anima del bollito, lentissimo, vecchissimo e bla bla bla: dall’inizio della stagione, l’Inter ha disputato 17 partite di campionato, 6 di Champions e 1 di Coppa Italia; Francesco ha collezionato 17 presenze su 24, ha segnato la rete che ha sancito il passaggio della squadra ai quarti di finale di Coppa Italia. A dire la verità, Acerbi aveva segnato anche a Monza, in campionato, se l’errore di Sacchi non avesse frustrato la sua prodezza. Transeat. Ciò che conta è il rendimento positivo e costante garantito dall’ex laziale e non è difficile capire perché Simone Inzaghi l’abbia fortemente voluto con sé. Di Acerbi apprezzo non soltanto la caratura calcistica: essa si accompagna alla serietà e alla forza d’animo di un professionista che per due volte in vita sua ha affrontato il cancro con un coraggio esemplare e per due volte l’ha vinto. La stessa determinazione con la quale ha risposto sul campo a critiche prevenute, contumelie e facezie di ogni ordine e grado, gli vale stima sincera e profonda.