Juve: Lukaku si avvicina e porta un bel bottino! Inter: Samardzic sì, Scamacca quasi e… occhio “ai 7”. Milan: la scelta offensiva e la svolta all’americana. Roma: le ragioni di Mou. E il contratto di Osimhen…

E anche luglio, ce lo siamo levati dai maroni. Manca un mese alla fine del mercatone, anche meno all’inizio delle ostilità. C’è chi si lagna e chi se la gode, chi un giorno “abbiamo preso tutti noi e voi nulla!” e quello dopo “hanno preso tutti gli altri e noi una ceppa”. 

Fatto sta che abbiamo una sola, grande certezza: nessuno in serie A terminerà la sua sessione di mercato con saldo in negativo. O pochissimi. 

Forse solo il Milan, che a furia di colpi da 20 milioni uno in fila all’altro ha messo insieme una squadra parecchio “straniera” ma anche molto promettente. Manca ancora il bomberone da 20 gol, ma tutti gli altri messi insieme possono serenamente sopperire (a differenza della stagione passata). Il limite? Manca qualche certezza in più in fase difensiva, ma è piuttosto evidente che quella dei rossoneri è una vera e propria scelta: una squadra che guarda alla porta avversaria e allo spettacolo anche a costo di concedere qualcosa. Mentalità americana, appunto. 

Discorso diverso per l’Inter. Qui si sta cercando di ripartire da un gruppo praticamente stravolto rispetto al recente passato, un gruppo più giovane e per forza di cose ricco di incognite, ma anche interessante e certamente parecchio italiano. Scamacca è l’ultimo obiettivo puntato dal tandem Ausilio-Marotta, tocca solo capire se il West Ham accetterà la prima offerta (al momento solo verbale) da 20-22 milioni. Anzi no, c’è un’altra cosa da capire: l’ex Sassuolo arriverebbe al posto di Lukaku o si prevede anche l’uscita di Correa? Si punta alla seconda, ma dipende dai sauditi. 

La preferenza per l’attacco della dirigenza era Balogun, quella di Inzaghi era Morata, ma per il primo è difficile scendere a patti con gli inglesi, mentre il secondo è stato messo da parte per una questione di cifre troppo alte da mettere su un piatto per un ragazzo di 30 anni. E allora eccolo qui il “compromesso”, il giocatore ancora giovane e a cifre accettabili da consegnare al tecnico in attesa di capire quel che accadrà con Correa, appunto.

Le buone notizie hanno le fattezze di Samardzic, il nazionale serbo pronto a sbarcare ad Appiano per completare un centrocampo di primissimo livello, non solo in Italia. “Ma cosa se ne fa Inzaghi di un “sesto” così?”. La risposta è semplice: non esiste “sesto”, esistono sei centrocampisti che nella testa dell’allenatore dovranno essere il più possibile intercambiabili e tutti (quasi) allo stesso livello. E il “braccetto”? Toloi piace eccome, ma non al punto di rompere le balle all’”amica” Atalanta. Se il giocatore riuscirà a convincere la Dea a lasciarlo partire sarà lui a completare la difesa nerazzurra, viceversa… si vedrà. 

Vorrei concludere dicendo “Sommer è a un passo” ma risulterei un filo stucchevole (comunque resta la primissima scelta per la porta, sempre che il Bayern riesca a trovare il suo nuovo portiere). 

Ps. In caso di arrivo di Scamacca i nerazzurri potrebbero in linea teorica schierare un 11 con ben 7 azzurri in campo: Acerbi, Bastoni, Darmian, Dimarco, Barella, Frattesi e lo stesso Scamacca. Una chiara volontà di Marotta che da sempre ama i cosiddetti “blocchi nazionali”, una buona notizia soprattutto per Mancini. 

La Juve aspetta Lukaku. O meglio, Lukaku aspetta la Juve. Sì, è vero, il belga se n’è uscito con “l’affare non si farà” ma la verità è che attende sviluppi e a Torino ci andrebbe di corsa. A tal proposito il Chelsea ha aperto allo scambio con Vlahovic + conguaglio ai bianconeri, non c’è ancora accordo sulla cifra (35 milioni?) ma sembra tutto ben indirizzato. 

A prescindere da qualunque ragionamento resta l’incredibile capacità del gigante di Anversa di toppare ogni genere di comunicazione: se sai che Torino potrebbe diventare la tua nuova casa, evita di dire “mai” rispetto a “dirai mai Forza Juve?”. Romelu ha la rara, rarissima capacità di fare arrabbiare tutti.

Altre cose che ci va di dire alla faccia di chi ci vuole male:

– La nuova seconda maglia dell’Inter è bellissima. Nel recente passato ne abbiamo viste di tutti i colori (in senso negativo), questa volta ci hanno preso eccome. 

– Skriniar nell’intervista a “Le Parisienne” dice così: “Il Psg? Abbiamo iniziato a parlare l’anno scorso, è vero! Finalmente sono a Parigi e ammetto di essere molto felice. Fin dai primi contatti non c’erano dubbi sulle mie intenzioni: volevo venire a Parigi. Penso che sia fantastico”. L’inverno scorso a proposito delle sue intenzioni di rinnovo con l’Inter disse così: “I tifosi mi conoscono…”. Ora certamente sì. 

– La Juve oltre a Lukaku continua a sognare Kessie, centrocampista notevolissimo, soprattutto in un campionato come il nostro che ha già testato la sua capacità. Guai però a replicare l’errore del recente passato: meglio un giocatore apparentemente meno bravo ma entusiasta di vestire la tua maglia rispetto a uno più forte ma non totalmente convinto della destinazione. 

– Tra Napoli e Osimhen si lavora per il rinnovo. L’accordo c’è: 7 milioni netti all’anno fino al 2027. Tocca trovare l’incrocio giusto per la clausola. De Laurentiis punta a 160 milioni, l’agente Calenda non vorrebbe andare oltre 120.  Tocca lavorare ancora un po’, ma tutto sembra filare per il verso giusto (compresi i “no, grazie” alle molteplici e multimilionarie lusinghe dei sauditi).

– Mourinho gradirebbe un attaccante per la sua Roma. È incazzato. Ha ragione. 

– L’Atalanta che vende Hojlund per 75 milioni + 10 di bonus continua a dare lezioni di gestione e spiega a tutti cosa significhi fare vero “player trading”, al di là delle chiacchiere. 

La X del nuovo Twitter non mi piace, ci tenevo a dirlo.

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