Napoli, la squadra c’è ma non basta. E lo scudetto è già un ricordo

Serata da dimenticare quella di ieri in casa Napoli. La formazione di Walter Mazzarri ha perso 0-3 di fronte al pubblico di casa, salutando di fatto definitivamente l’idea di difendere il titolo dello scorso anno. La formazione azzurra, pur penalizzata da qualche episodio, ha dato prova di essere inferiore all’attuale Inter, che ora si trova in testa a +11 sui partenopei.

NAPOLI, DIFESA FRAGILE

Non basta certamente a giustificare la sconfitta qualche episodio arbitrale sfavorevole. Il Napoli ieri non è stato in grado di opporre la giusta resistenza all’Inter che ha vinto con un risultato piuttosto netto. Tre gol e la possibilità di incassarne anche altri, hanno sottolineato una volta di più come il reparto difensivo del Napoli sia lontano parente di quello della scorsa annata. E non basta l’assenza di un terzino sinistro di ruolo a spiegare la caduta. I gol sono arrivati a causa di cortocircuiti “di sistema”.

Sul primo gol, al di là della bella conclusione potente e precisa di Calhanoglu, manca l’opposizione della linea difensiva. I difensori azzurri hanno osservato troppo passivamente l’Inter manovrare al limite dell’area di rigore. Sul secondo gol, la colpa è da dividere tra centrocampisti e difensori: i primi rei di non seguire l’inserimento di Barella, i secondi di essere troppo leggeri e timorosi nel tentare il contrasto. Il terzo è ugualmente un indice di passività grave da parte della difesa e anche del centrocampo; Barella lavora un pallone al limite osservato a distanza da tutti i giocatori azzurrri; sul cross di Cuadrado, Thuram viene dimenticato da tutti i difensori e indisturbato insacca.
Mai come in questa settimana, in cui il Napoli ha subito 8 gol in tre gare il sottovalutato addio di Kim pesa sulle spalle di ADL.

MAZZARRI DEVE RITROVARE OSIMHEN

È vero, Victor Osimhen è appena tornato da un infortunio. Il nigeriano è di nuovo nel gruppo azzurro da sole poche settimane, ha recuperato minutaggio solo nell’ultima settimana e quella con l’Inter era la prima da titolare dopo il lungo stop. Tuttavia, il centravanti visto ieri è lontanissimo parente del campione ammirato nella passata stagione. Se Kvaratskhelia sembra essersi ripreso molto bene dopo le difficoltà, lo stesso non si può dire del nigeriano. Il cambio in panchina potenzialmente potrebbe riportarlo sulla cresta dell’onda, ma deve prima ritrovare gambe e testa.

Un aiuto potrebbe arrivare dal rinnovo che, parola di Aurelio De Laurentiis, è giunto al momento delle firme. Ma soprattutto Victor deve ritrovare fiducia in sé stesso e nei propri incredibili mezzi fisici e tecnici. Ieri qualche sprazzo si è visto, ma è mancata la lucidità. Viene in mente un’occasione in cui il nigeriano ha stoppato il pallone di petto in piena area di rigore, come di consueto ad altezze incredibili. Ecco, la giocata successiva un anno fa sarebbe stato il controllo e il tiro immediato, invece ha tentato un sombrero velleitario.

NAPOLI, NON BASTA

11 punti sono tanti, tantissimi. Il Napoli è probabilmente fuori dalla lotta scudetto. Tuttavia, contro l’Inter si è vista una squadra comunque combattiva, potenzialmente forte. Così come a Bergamo, contro l’Atalanta e in parte anche a Madrid col Real, si era visto un Napoli combattivo e grintoso. Merito del primissimo impatto con il nuovo allenatore, con cui sembra esserci un buon feeling. Tuttavia, non basta. Oggi il Napoli si trova non solo a -11, ma soprattutto per via della differenza reti a pari punti con la Roma, ma dietro i giallorossi. C’è quindi un quarto posto e un accesso alla prossima Champions League tutto da conquistare. C’è da fare di più e meglio, ma questo un tecnico esperto come Mazzarri lo sa. Intanto, lo scudetto dal petto è quasi, virtualmente, scucito.