Non c’è niente…. Di Bello eppure c’è da stare Allegri. Mazzarri non fa miracoli. Sarri punta sulla coppa

L’Inter è fortissima e quest’anno è più quadrata che mai. Va a Napoli e ne fa 3, all’Udinese ne rifila 4 e la squadra che dà più garanzie è quella di Simone Inzaghi. Merito della gestione della rosa, dei dirigenti capaci e di un allenatore bravo seppur spesso sottovalutato. Se non vince l’Inter lo farà la Juventus ma deve suicidarsi la squadra di Inzaghi perché è la più forte anche se il testa a testa con la Juventus non lo auguro a nessuno. Sarà una bella sfida tra dirigenti top. Marotta contro Giuntoli. Per dire la verità Marotta ha Ausilio e Baccin che sicuramente sono un braccio destro e sinistro che oggi Giuntoli a Torino non ha. Per ora. Detto questo l’Inter vince, stravince ma ancora una volta siamo costretti a parlare di arbitri e di Var. Lo ribadiamo sempre in questi casi: ignorate le squadre o il colore della maglia, proviamo a cogliere il concetto. Gli arbitri rovinano partite e campionato. Di Bello rovina tutto quello che tocca per incapacità ma soprattutto per scarsa personalità. Non vede e non concede, giustamente, il rigore all’Inter poi lo richiamano da Lissone e non se la sente di dire a tutto San Siro che quel rigore non si può dare. Al netto dell’ingenuità del difensore dell’Udinese, una palla innocua sulla quale Lautaro non ci sarebbe arrivato neanche con jet privato. Concedere un rigore quando c’è equilibrio totale, con una squadra che imposta la partita sulla difesa e poi sulle ripartenze, serve un arbitro a rompere gli equilibri. Ovvio che adesso uno può pensare “ma che sta dicendo questo che è finita 4-0”. Qui sta l’errore. Il problema, per le grandi, in queste partite non è farne 3, 4 o 5. La difficoltà in questi match è sbloccare la partita. Se lo fai con un rigorino è ovvio che poi ti cambia tutto e finisce in goleada. Di Bello non ha carisma e neanche qualità. Era a due passi, non può cambiare idea andando al var per un tocco che dal vivo a 2 metri ti accorgi anche della forza della trattenuta. Lautaro è bravo e furbo perché è un grandissimo attaccante ma questi giocatori trovano campo aperto quando sanno che a fischiare c’è gente scarsa come Di Bello. L’Inter è una macchina perfetta, bella da ammirare e ora riesce tutto alla grande alla squadra di Inzaghi.

La Juventus non molla e non mollerà. Certamente due filosofie diverse e due modi di fare calcio diverso. E’ anche vero che sono due rose costruite in maniera opposta e Allegri oggi non ha neanche la metà della qualità che si ritrova Simone Inzaghi. Però vedete la Juve. Sempre la stessa. Brutta, ti aspetta e ti punisce. Per gli amanti del calcio una sofferenza, per gli amanti della praticità una goduria. Io appartengo al secondo gruppo e Allegri fa bene a pensare solo ed esclusivamente alla classifica. Al netto di tutte le difficoltà che ha in rosa, con uomini contati e qualità poca. Oggi sembra segnato, a favore dell’Inter, un testa a testa con i bianconeri ma se arrivi ad aprile e maggio a giocartela con la Juve devi avere paura. E’ una società abituata a vincere e se non la stacchi potrà crearti grandi difficoltà.

Mazzarri ha sistemato il Napoli ma non può fare certo miracoli. La vittoria di Bergamo aveva indirizzato il cammino del Mazzarri 2.0 ma Real Madrid, Inter e Juventus hanno confermato che con questo calendario i miracoli non si possono fare. Gli errori di De Laurentiis sono oggettivi e anche se Garcia ci aveva messo del suo, i problemi su questa stagione restano. Inutile dire non si vince due volte di fila se non si ruba perché questo fa effetto sul popolino ma non su chi segue davvero il calcio. Si può sbagliare e basta ammettere gli errori, a maggior ragione se chi sbaglia tre mesi prima aveva vinto uno scudetto storico a Napoli. 

Stesso discorso per Sarri alla Lazio. Lo scorso anno, in campionato, era una macchina perfetta invece adesso ha staccato un pò sul campionato perché ha capito che le soddisfazioni, quest’anno, possono arrivare dalla Champions. Passare il turno è già un bel risultato, poi certo nessuno si aspetta la Coppa a Formello. Questa stagione, però, sembra essere compromessa. Bisogna salvare la faccia e non bisogna andare in vacanza a dicembre, ci mancherebbe, ma bisogna anche guardare in faccia alla realtà. Oggi la Lazio è spenta contro il Verona, con la Roma, con il Lecce, con tutte. Si accende in settimana dove, invece, nelle gare secche riesce ad esprimersi meglio in questa fase di Champions.