La MotoGP è uno degli sport più apprezzati in assoluto, tuttavia i nvista del futuro le preoccupazioni salgono sempre di più.
La MotoGP è uno degli sport più apprezzati in assoluto. Considerata la classe regina del motociclismo, ogni anno regala semplicemente un sacco di spettacolo in pista grazie ai suoi eccezionali e straordinari protagonisti.

Pensiamo a Marc Marquez, assoluto dominatore del mondiale 2025, oppure a Marco Bezzecchi, Alex Marquez, Francesco Bagnaia e molti altri ancora. Tutti quanti dei piloti che hanno dimostrato nel corso della loro carriera di essere assolutamente straordinari oltre che capaci di fare a dir poco la differenza.
Per quanto riguarda le prossime stagioni, però, sale la preoccupazione. Purtroppo, a quanto sembra, il rischio che gli stessi protagonisti del motomondiale potrebbero correre assai presto è davvero notevole e non può né deve passare inosservato.
MotoGP, sale la preoccupazione: di cosa si tratta
I piloti della MotoGP ritengono che per il proprio fisico correre così tante gare come adesso è tutto tranne che positivo. A partire da Fabio Di Giannantonio, che come ha riportato Motorsport, non ha alcun dubbio sulle difficoltà di mantenere la forma fisica migliore per tutta la stagione: “Troppe gare, troppi giorni di viaggio, troppi per il fisico. 44 gare sono troppe. Zero allenamenti. Ti alleni molto in un mese, a gennaio, poi cerchi solo di mantenere la forma il più possibile durante la stagione. Normale quindi che la forma fisica cali un po’. Ma è quello per cui veniamo pagati, quindi dobbiamo farlo”.

A fare da eco al pilota del team VR46, anche Johann Zarco e Marco Bezzecchi. Ma perché questo sarebbe un problema non di poco conto? A spiegarlo assai chiaramente è proprio Zarco: “Se non hai abbastanza energia, diventa pericoloso, perché devi sempre sentirti bene mentalmente per salire su una MotoGP”. Il punto, quindi, è davvero molto chiaro. Può essere veramente a dir poco rischioso per la salute correre in condizioni che molto difficilmente si possono considerare ideali.
Proprio per questo, l’organizzaizone della classe regina del motomondiale dovrebbe iniziare a chiedersi se così tanti fine settimana di gara sono ideali per lo sforzo fisico di campioni che, a prescindere dai miglioramenti della sicurezza e delle protezioni, rischiano comunque la propria vita ogni volta che scendono in pista per un test, una prova libera, una qualifica, una Sprint Race o una gara lunga. Le dichiarazioni di alcuni interpreti del motomondiale, del resto, non possono assolutamente passare inosservate.






