Blardone: “Olimpiadi, un concentrato di emozioni. La Brignone viene vista come un esempio in tutto il mondo dello sci per come sta rientrando”
Massimiliano Blardone, ex specialista nello slalom gigante, commenta con noi l’imminente avvio delle Olimpiadi di Milano-Cortina, tra l’emozione dell’evento in Italia e le speranze azzurre.
Blardone, partiamo dall’emozione di un’Olimpiade disputata in Italia. Che significato ha per gli sport invernali del nostro paese?
“Personalmente, un ritorno al passato. Ho disputato tre Olimpiadi, una di queste è Torino 2006 e rivivere queste emozioni, oggi, da allenatore mi dà tanto. Mi emoziona l’evento, un mix di ricordi e speranze. Un qualcosa che vivrò attaccato alla mia nazione, sulle piste dove ho sempre gareggiato. Qualcosa che mi carica sempre di più: da allenatore le dico che vogliamo arrivare pronti sia al maschile che al femminile per obiettivi speciali”.

“Nello sci – prosegue Blardone – niente è scritto a differenza di altri sport dove è più semplice gestire la programmazione. Magari, con un nostro giovane troviamo la zampata giusta. A livello generale, quando si parla di giochi olimpici, allora si parla dell’apice di quello che un atleta può raggiungere, stiamo parlando del sogno di ogni sportivo. Ricordo che ci sarà la cerimonia di apertura a San Siro, gli eventi nelle varie località in tutto il nord Italia, fa sì che magari si possa distribuire meglio l’organizzazione e tante persone in più possano avere il piacere di vivere i grandi eventi. Un Olimpiade particolare sotto l’aspetto organizzativo”.
Lei conosce l’emozione di un Olimpiade. Se dovesse dare un suggerimento ai giovani azzurri, quale sarebbe?
“Il suggerimento è quello di non limitarsi al pensiero del cancelletto di partenza delle Olimpiadi. E’ una gara come le altre, lo dico anche a mio figlio che gareggia. Se arriva la medaglia bene, ma qualora non dovesse arrivare, il giorno dopo ripartiamo per allenarsi, anche per rivincere. Bisogna ragionare con calma e pacatezza, con una gestione del momento fatta come si fa da tre gare, con un pizzico di tensione in più. Questo è il fattore psicologico determinante. Ci sono atleti nati per vincere e tanti atleti che questa roba qui fanno fatica a raggiungerla, anche lavorandoci su. Ho fatto tre olimpiadi, ma per me era come una gara di Coppa del Mondo. Ho vissuto questi eventi come una grande occasione, devi saper sfruttare quel giorno. Se non arriva la medaglia, non è una disfatta. Bisogna arrivare equilibrati, sereni”.
Le speranze dello sci maschile capitanate da Paris
Entriamo nel merito. Guardando allo sci, quali sono le principali speranze italiane? Da chi si aspetta medaglie? Dalla Goggia?
“Al femminile credo che alla favola di Federica Brignone bisogna dare la giusta importanza. Sta facendo un recupero pazzesco dopo un gravissimo incidente che sembrava avesse già detto addio a sciare, non solo alle Olimpiadi. Ha fatto qualcosa di stratosferico, per i giovani, per tutto il mondo dello sci. Ne sta parlando tutto il nostro mondo del suo recupero pazzesco. Poi, c’è Sofia Goggia che è una campionessa, un altro pilastro fondamentale. Con lei ci sono le sorelle Lago, le altre ragazze giovani, la Pirovano. A livello generale si può fare bene, ci spero tanto nel recupero di Federica e sta andando veramente forte. Manca ancora un po’ di tempo e può farcela. Nelle discipline tecniche femminili stanno facendo benissimo, abbiamo grosse speranze. Abbiamo le super giovani D’Antonio e Trocker che rappresentano le outsider. Con la nuova formula di combinata ci può dare tanto”.

“Al maschile sulle discipline veloci abbiamo visto tre podi in tre gare con una dsquadra capitanata da Paris e con un ottimo Franzoni. In gigante, al maschile, stiamo risalendo la china ed il podio di Vinatzer ha fatto tanto bene, ma stiamo facendo un po’ fatica. Abbiamo, poi, diversi giovani che possono mettere tanta carne al fuoco. Bisogna riconoscere il grande sforzo della Fisi, un grande sforzo per portare il movimento a grandi livelli. Stanno venendo fuori gli atleti: lo sport è fatto di cicli e speriamo di velocizzare in questo ultimo mese”
Quanti podi sono possibili?
“Miglioriamo il 2022. Direi che possiamo puntare a sei medaglie, con un miracolo anche a sette. Voglio crederci, stiamo lavorando tantissimo per questo obiettivo”.






