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AIA, bufera Zappi: Procura FIGC chiede 13 mesi di inibizione per il presidente

La procura della Federcalcio, durante l’udienza davanti al tribunale nazionale federale, ha chiesto 13 mesi di inibizione per Antonio Zappi, presidente AIA, accusato di presunte pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D.

Il Procuratore Chiné ha raccolto l’esposto di un associato AIA – che poi ha smentito di averlo mai presentato denunciando un furto di identità – ma contenente elementi che hanno trovato riscontri e che la Procura ha ritenuto sufficienti a procedere: chat e mail che riguardavano il turnover previsto dal nuovo Comitato per le guide tecniche degli arbitri.

Procura FIGC chiede 13 mesi di inibizione a Zappi
Procura FIGC chiede 13 mesi di inibizione a Zappi

Il resoconto dell’udienza

Zappi aveva già accumulato già 10 mesi di sospensione per vecchie vicende disciplinari accadute sotto la presidenza Nicchi. La Procura della FIGC ha chiesto una inibizione di 13 mesi per il presidente dell’AIA, Antonio Zappi, e di 6 mesi per Emanuele Marchesi, componente dell’AIA, nel giudizio sportivo che li vede accusati di avere fatto pressioni inducendo alle dimissioni i dirigenti Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi per sostituirli con gli ex arbitri Daniele Orsato e Stefano Braschi. Zappi ha così commentato: “Tutto lecito, vado avanti”.

La situazione

Con i 13 mesi di sospensione, ecco che c’è il rischio che il numero uno degli arbitri decadrebbe dalla presidenza, in base all’articolo 29 comma 1 dello Statuto Figc e dall’articolo 15 del Regolamento Aia che impedisce di mantenere il ruolo con un’inibizione superiore a 12 mesi (e lui ne aveva peraltro già accumulati 10 in passato). La situazione resta dunque in ampia evoluzione.

Le parole di Zappi

Zappi, prima della sentenza, aveva commentato così: “In attesa della decisione ribadisco di aver sempre agito nell’esclusivo interesse dell’Associazione, perseguendo in modo rigoroso e coerente il mandato di rinnovamento tecnico e organizzativo che gli associati mi hanno conferito nel dicembre scorso”.

Ancora Zappi: “Ho operato sempre nel rispetto delle regole e nell’ambito dell’inviolabile autonomia tecnica ed organizzativa propria dell’Aia. inviolabile perché posta a tutela e garanzia della terzietà e dell’indipendenza degli arbitri, dentro e fuori dal campo. Voglio precisare che non si sta giudicando solo la mia persona, ma l’azione stessa del presidente dell’Aia democraticamente eletto dagli associati, che esercita un mandato tecnico e organizzativo indipendente definito dai Principi Informatori, dallo Statuto dell’Associazione e dalle norme federali”, le dichiarazioni riprese da Gazzetta.it.

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