È la settimana di Juve-Inter, la settimana della grande sfida del calcio italiano.
Il Derby d’Italia non è mai una partita come le altre, ma questa volta il peso specifico del match sembra diverso, soprattutto per i colori bianconeri. Una sfida affascinante, carica di storia e rivalità, che però rischia di non essere del tutto equilibrata.

Fattore Coppa Italia
La Juventus parte svantaggiata per una serie di fattori tutt’altro che secondari. Il primo riguarda il minor tempo di recupero: i bianconeri arrivano alla gara con un giorno in meno di riposo complessivo a causa del calendario fitto tra Coppa Italia e campionato. Un dettaglio che, dal punto di vista della preparazione fisica e mentale, pesa eccome e che purtroppo non è una novità per la Juve.
Juve con la pressione Champions
Il secondo elemento è ancora più significativo: la Juventus dovrà affrontare, subito dopo, una trasferta difficilissima in Turchia in Champions League, sempre con un giorno di riposo in meno rispetto alle avversarie. Un fattore che incide sulla gestione delle energie e sulla scelta delle rotazioni, soprattutto in un momento così delicato della stagione.
I punti che mancano alla Juve
Già questi due aspetti basterebbero a far capire come Juve-Inter non parta su basi paritarie. Se poi si aggiunge anche il terzo elemento, ovvero i cinque punti, diventati dopo Juve-Lazio, sette che mancano alla Juventus in classifica, attribuiti a episodi arbitrali discussi (Verona, Fiorentina, Lazio, due volte), il quadro diventa ancora più chiaro. Il divario attuale tra bianconeri e nerazzurri non racconta fino in fondo il reale valore in campo.
Inter score migliore
Nessuno mette in dubbio che l’Inter abbia disputato un campionato migliore, né che la rosa nerazzurra sia più profonda, più costosa e qualitativamente superiore, soprattutto nel reparto offensivo. Gli attaccanti dell’Inter, per numeri e rendimento, hanno inciso più di quelli juventini, e il monte ingaggi riflette una differenza evidente.
Proprio per questo, sarebbe stato bello assistere a una sfida ad armi pari, come accaduto nella gara d’andata. Invece, a distanza di un girone, ci si ritrova ancora una volta su binari paralleli: qualcuno più in alto e qualcuno più in basso. E negli ultimi tempi, troppo spesso, è la Juventus a trovarsi nella posizione di rincorsa.
Detto questo, va riconosciuto che la squadra di Cristian Chivu è oggi è capace di esprimere un calcio solido e convincente, senza timori reverenziali figlio di una rosa ricca, acquisti giusti e un dirigente, Beppe Marotta che guarda tutti dall’alto come
Zeus dal Monte Olimpo.
Fattore Napoli per la Juve
Allo stesso tempo, però, va sottolineato come solo il Napoli, negli ultimi mesi, sia riuscito davvero a mettere in difficoltà la Juventus dal punto di vista del gioco, nella gara vinta 2-1 e dominata a lungo dai partenopei, con Lecce, Cagliari, Atalanta e Lazio la Juventus ha perso partite e punti per fattori legati ai limiti di cinismo e cattiveria cosa che a Milano, sponda Inter ma anche Milan conoscono bene.
In tutte le altre partite di alto livello, compresa la sfida dello Stadium contro il Napoli, è stata spesso la Juventus a comandare il gioco, a creare di più e, in alcuni casi, a meritare il successo.
Portare a casa un risultato positivo nella notte di San Valentino sarà complicato, ma resta una grande consapevolezza: questa Juventus è sulla strada giusta. Il progetto sta prendendo forma, la squadra cresce e l’obiettivo è chiaro: diventare non solo competitivi, ma anche vincenti.
Con Spalletti Juve rinata
Spalletti ha fatto un grande lavoro, sabato la Juventus parte con un gap sul campo e fuori ma le imprese a volte capitano, bisogna crederci, a volte le rivoluzioni per rovesciare il potere partono da imprese di pochi, non ne servono molti ma undici, come coloro che scenderanno in campo.
Spalletti che nella serata di domenica ha lanciato una bomba che non è passata inosservata. Mancano i professionisti, non ha parlato di dilettanti allo sbaraglio, non ha parlato di Corrida, non ha fatto nomi, ma la sensazione di fastidio è talmente evidenti che all’Aia qualcuno ha risposto. Il vaso è colmo, il campionato è aVariato.
Se si accende Yildiz
La Juventus a San Valantino ci proverà con il suo piccolo grande amore, con Kenan Yildiz, fresco di rinnovo, l’unico che spaventa tutti gli avversari e l’unico che può riportare la Juventus ai fasti di un tempo. Un contratto top per un giocatore top, un regalo della dirigenza ai tifosi ma anche alla serie A, perché tenere un giocatore così oggi non è facile, ora però bisogna costruirgli qualcosa intorno, hai la base della torta ora serve il resto.
Sabato da derby d’Italia
Tornano al match tra bianconeri e nerazzurri, sabato e’ l’ultima occasione per tenere vivo il campionato, una volta quando la Juventus vinceva nove scudetti consecutivi tutti tifavano contro, parlando di campionato poco attrattivo, sabato in caso di vittoria nerazzurra sarebbe lo stesso con campionato deciso a metà febbraio, anche se gli scudetti consecutivi dei nerazzurri non sono nemmeno un quarto di quelli ottenuti dalla Juventus di Conte-Allegri-Sarri.