Frecciata nelle spalle di Red Bull, anche il vecchio membro del team si mette di traverso. Meikes e Verstappen non possono crederci…
Il caso del motore Mercedes in Formula 1 è destinato sicuramente a far parlare di se per tutta la prima parte della stagione 2026 e, potenzialmente, anche oltre, se la vettura con il V6 dovesse performare così bene da portare ad un cambio di regolamento, per appianare le cose tra le squadre. Ma come è cominciato tutto questo complicato caso?

Già un mesetto fa, Ferrari ed altri team hanno presentato ricorso contro la decisione della FIA di permettere a Mercedes ed al suo manager Toto Wolff l’utilizzo di un motore molto particolare, in grado di aumentare il rapporto di compressione grazie alla componente termica del motore. In parole povere, il propulsore ha un vantaggio perché non viola le regole da spento, ma lo fa da acceso ad alti regimi.
Dopo aver analizzato le cose, la FIA ha scelto di accettare come regolare il propulsore della vettura tedesca. In effetti non è la prima volta che accade e, soprattutto, muoversi nella zona grigia del regolamento, è qualcosa che tutti i team hanno sempre fatto in Formula 1. La domanda però è perché proprio questa persona, tra tutte, abbia voluto levare lo scudo per Mercedes.
Horner dalla parte di Mercedes, è un tradimento?
Christian Horner è stato scacciato in malo modo da Red Bull lo scorso anno, qualcuno dice per gli strascichi del presunto caso di molestie che lo ha colpito, qualcun altro pensa che sia stata una lite con Joe Verstappen a portarlo alla rottura completa con la squadra. In ogni caso, dopo un’onorata carriera ed un ventennio di successi, Christian si è trovato senza un lavoro.

Ecco perché le sue parole sul nuovo motore di Wolff sembrano un po’ una sorta di vendetta contro la squadra che lo ha allontanato che oggi, viene guidata da Laurent Mekies in qualità di nuovo Team Principal. In merito al motore e alle critiche ricevute, Horner ha voluto rimarcare: “Hanno barato? La Formula 1 è tutta una questione di superare i limiti e di come si interpretano i regolamenti. È sempre stato così e sempre sarà così”.
L’ex TP di Red Bull lancia un’altra frecciata alla squadra che ha condotto per anni: “I team conservatori non sono mai i primi in griglia”. Insomma, sappiamo già come la pensa Horner e questa sa tanto di “vendetta” verbale contro un team che lo ha allontanato dopo tanti, grandi successi. Del resto, poteva essere altrimenti?