Milano-Cortina 2026, Rizzo: “Un bronzo che pesa come un oro. Ferrari e Milan nel cuore”

Il pattinatore italiano torna sulla grande prestazione a Milano-Cortina, parlando anche delle altre passioni sportive

Matteo Rizzo ha lo sguardo vivo di chi ancora non vuole svegliarsi. Perché Milano-Cortina lo ha vissuto così, come un sogno a occhi aperti. Così bello perché tanto reale, solido e pesante. Come il bronzo che porta con fierezza al collo. Frutto di “anni di sacrifici e di periodi pesanti post infortunio”. Terzo posto nel team event di pattinaggio, una delle medaglie che ha emozionato di più il pubblico italiano.

Matteo Rizzo, medaglia di bronzo a Milano-Cortina 2026

RIZZO, CHE EMOZIONE TI PROVOCA ANCORA QUESTA MEDAGLIA?

“E’ un momento importante della mia carriera. Pesa tanto questa medaglia, tantissimo. E’ bello vederla, toccarla. Mi ricorda l’impegno e i sacrifici che ho fatto per arrivare fin qui”.

CHE AVVICINAMENTO E’ STATO, QUELLO A MILANO-CORTINA?

“L’avvicinamento è stato importante e difficile. Una volta acquisita la qualificazione l’obbiettivo era quello di performare al meglio, specialmente nell’esercizio a squadre dove onestamente sapevamo di avere chance di medaglia. E’ stato bello poter dare il 100%, insieme agli altri abbiamo fatto qualcosa di incredibile”.

 

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IN QUESTO MONDO SPORTIVO SUPER TECNOLOGICO, COME CI SI APPROCCIA A UNA DISCIPLINA DI GIUDIZIO?

“La nostra disciplina non è paragonabile a sport di cronometro. Bisogna interpretarlo. La tecnologia – come ci ricorda Samsung – ci aiuta tanto negli allenamenti, nel monitoraggio di tutti quanti i parametri. Oppure le “moviole”, la possibilità di vedere e rivedere quello che facciamo sul ghiaccio. Penso che verrà sempre più inglobata nel nostro mondo”.

QUALE ALTRA MEDAGLIA DI MILANO-CORTINA L’HA EMOZIONATA DI PIU’?

“Abbiamo guardato tutto, davvero. Siamo sempre insieme, a ogni ora ci mettevamo lì e facevamo il tifo per i colleghi. Ovvio che le imprese di Federica Brignone, di Francesca Lollobrigida ad esempio sono state incredibili pensando al loro passato e a come sono arrivate a questa Olimpiade. E’ stato bello vederle primeggiare e vincere. Quando in gara porti il tuo trascorso, le tue sofferenze, le tue ferite, ovvio che la vittoria ha un sapore diverso”.

Rizzo, Franzoni, Brignone, Fischnaller e altri azzurri a Casa Samsung

LEI E’ UN GRANDE SPORTIVO, APPASSIONATO TRA LE ALTRE ANCHE DI MOTORI E FERRARI…

“I motori e la Ferrari sono una questione di famiglia. Possiamo dire così. I miei nonni infatti abitano a pochissimi minuti da Maranello, quindi sono cresciuto così. Questa passione per i motori la coltivo parallelamente al pattinaggio e agli allenamenti. Mi da sempre una adrenalina diversa, che mi aiuta anche nel preparare le mie gare e le mie competizioni. Cosa darei a questa Ferrari? Forse un po’ di grinta, quella che ho messo sul ghiaccio. Però sono sicuro che ce la stanno mettendo tutta, credo nel progetto e spero che sarà l’anno giusto”.

HA PORTATO LA MEDAGLIA A SAN SIRO. DA TIFOSO MILANISTA COSA HA PROVATO?

“Non pensavo di emozionarmi così. Hanno annunciato il mio nome, sono entrato in campo e onestamente sono rimasto senza parole. Mi hanno chiesto di dire due parole e ho voluto ringraziare il pubblico con un bel ‘Forza Milan’. In quale giocatore mi rivedo? Difficile dirlo, sono due sport così diversi. Però ad esempio possono esserci somiglianze con un giocatore come Modric. Lui deve avere sempre il controllo, con gli occhi dietro la testa”.

E’ STATA L’OLIMPIADE CHE HA FATTO CONOSCERE TANTI ATLETI COME TE A TUTTA ITALIA…

“Sono certo che questo evento ha avvicinato tanti bambini e tante bambine non solo al pattinaggio di figura, ma a tanti sport invernali. Che si fa fatica a seguire quotidianamente oppure che non si riesce spesso a praticare. L’occasione di visibilità che abbiamo avuto è stata incredibile. Inoltre i risultati di tutto il Team – conclude Rizzo – Italia hanno reso questi giochi indimenticabili”.

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