Olimpiadi Milano Cortina, l’Italia migliore: sa ancora organizzare e vincere

Si chiudono i migliori Giochi olimpici invernali che il nostro Paese potesse immaginare e lasciare in eredità. 

Da San Siro all’Arena di Verona, sedici giorni che sono stati la trama di un’avventura, quella di Milano-Cortina, che ha appassionato, convinto e a tratti anche sorpreso. I primi Giochi diffusi, con nove città e tre regioni coinvolte, si sono rivelati un successo organizzativo ma non meno uno spettacolo capillare, durante il quale l’Italia ha saputo indossare l’abito migliore, valorizzando la propria bellezza, spingendo ai limiti della perfezione la propria macchina organizzativa. 

Olimpiadi Milano Cortina 2026
Olimpiadi Milano Cortina 2026 (Fonte Coni)

Detrattori delusi 

Chi pensava di assistere ad un disastro logistico si è dovuto ricredere: trasferimenti puntuali, copertura efficace, assistenza ordinata, e quando alcune sedi istituzionali si sono rivelate dei “fortini impenetrabili” dal punto di vista del supporto ai media ci hanno pensato le istituzioni territoriali (come nel caso di Casa Veneto a Cortina, ndr) a fornire l’aiuto necessario ad ogni esigenza.

Record medaglie 

Ma per un’Italia che ha dimostrato, ancora, di saper fare, c’è stata anche un’Italia che ha confermato, soprattutto, di saper vincere. Chiudiamo la venticinquesima edizione dei Giochi olimpici invernali con il record di medaglie conquistate, trenta, migliorando e non di poco il precedente primato di venti a Lillehammer ’94. 

Dieci ori, sei argenti e quattordici bronzi, spalmati su dieci discipline differenti. Dieci sono anche le medaglie conquistate da atlete donne in una spedizione soprattutto al femminile, sette sono quelle ottenute dagli uomini e tredici da gare a squadre. 

I campioni Azzurri 

Abbiamo vinto tanto, ovunque e con chiunque. Abbiamo raccontato, vissuto e ci siamo emozionati.

Brignone, Lollobrigida e Fontana, con il suo straordinario record di 14medaglie olimpiche in carriera, i volti da copertina. Franzoni, Tabanelli, Deromedis e Lorello i nuovi da cui ripartire, dopo aver salutato, e ringraziato, Wierer, Pellegrino e probabilmente Paris. Sci Alpino (gare veloci, perché nelle tecniche continuiamo a deludere) e Pattinaggio di velocità le due discipline in cui abbiamo vinto di più, seguite da Slittino e Short Track. 

Complessivamente chiudiamo quarti in un medagliere che vede per la quarta edizione consecutiva la Norvegia davanti a tutti, con quarantuno medaglie in cui svettano i sei ori nel fondo di Johannes Klaebo. Fenomeno indiscusso di un’Olimpiade, italiana, già destinata ai libri di storia.

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