La Juventus è fuori dalla zona Champions League. E i motivi sono da ritrovare in alcune sfide che ora sanno di chances mancate
Un altro inciampo, un’altra occasione persa, altri due punti lasciati per strada proprio nel momento in cui gli sbagli non sono più ammessi. Perché è proprio adesso che si decide la stagione, ora si assegnano i quattro posti per la prossima Champions League. E la Juventus da questo spettacolo al momento è fuori. Tre punti dietro il Como, che viaggia in business class e in prima fila non ci è finito per caso.

Ritardi e responsabilità
A dir la verità nemmeno la Juve è finita per caso a inseguire tutti gli altri. Le responsabilità sono solamente sue, perché avrebbe potuto saltare la fila abbastanza agevolmente. Il problema è che si presenta in ritardo. Sta diventando cronico.
Un copione che si ripete
Con il Sassuolo solito clichè: domina, segna, costruisce tutto quello che serve per raddoppiare. Non lo fa, tiene aperta la sfida e poi si fa riprendere. Specialmente con le squadre di fascia medio-bassa nulla di nuovo.
E’ capitato lo stesso con il Lecce, oppure a Cagliari dove pur dominando ha perso. Anche con Parma e Torino le stesse scene: viste e purtroppo per la Juventus riviste.
I punti persi pesano
Non serve chissà quale statistico per far conto dei punti persi. Il calcolo è semplice. E la classifica è quella che è. Il dossier non dovrà essere archiviato alla voce sfortuna, compresi i calci di rigore sbagliati nei momenti decisivi: dovrà essere attentamente analizzato.
Serve personalità per ripartire
Nella costruzione della prossima Juventus servirà inserire una dose anche abbastanza importante di personalità. Ora nell’immediato sarà fondamentale salvare il salvabile. Il destino non è più nelle mani della Juventus.