Italia, quanto vale la qualificazione ai mondiali

Italia ai playoff Mondiali: la qualificazione vale molto più del campo. Premi FIFA, sponsor e diritti TV rendono decisive le sfide degli Azzurri per il futuro economico della FIGC.

Dopo le delusioni del 2017 e del 2022, l’Italia torna a giocarsi tutto nei playoff  per accedere al Coppa del Mondo FIFA 2026. Gli Azzurri guidati da Gennaro Gattuso affrontano l’Irlanda del Nord questa sera, con l’eventuale finale del 31 contro la vincente tra Bosnia e Galles.
In caso di qualificazione, la Nazionale tornerebbe al Mondiale dopo dodici anni di assenza: un traguardo sportivo enorme, ma anche una partita decisiva sul piano economico.

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, al Premio Bearzot (crediti Morris Paganotti)
Gabriele Gravina, presidente della FIGC, al Premio Bearzot (crediti Morris Paganotti)

L’analisi sulle mancate qualificazioni ai Mondiali 2018 e 2022

Dal punto di vista macroeconomico, l’impatto di una qualificazione non sarebbe rivoluzionario per il PIL italiano. Le analisi di Confcommercio dopo la mancata partecipazione al Mondiale 2018 hanno evidenziato come anche la vittoria di un grande torneo abbia effetti limitati sulla crescita complessiva di un Paese.

I precedenti di Spagna 2010, Italia 2006 e Spagna 2012 mostrano infatti come l’andamento del PIL non segua automaticamente i successi sportivi: l’economia nazionale dipende da molte variabili e una competizione internazionale incide solo marginalmente.

Qualche effetto concreto si registra però sui consumi. Durante Europei e Mondiali aumenta tradizionalmente la vendita di televisori e dispositivi elettronici, soprattutto tra maggio e luglio degli anni pari. Nel 2018, con l’Italia fuori dal torneo, questo incremento non si verificò. Tuttavia, anche questo fenomeno ha un impatto limitato sul PIL, poiché gran parte dei prodotti tecnologici è importata.

Gli effetti della Nazionale al Mondiale per la FIGC

Molto diverso è invece il discorso per la Federazione Italiana Giuoco Calcio. Il bilancio federale 2026 prevede attualmente una perdita di circa 6,6 milioni di euro, calcolata prudenzialmente senza considerare la qualificazione al Mondiale. Il budget indica un valore della produzione di circa 191,9 milioni a fronte di costi per 189,1 milioni, ma questi numeri potrebbero cambiare sensibilmente in caso di accesso alla fase finale.

La sola partecipazione al torneo garantirebbe infatti premi FIFA per circa 10,5 milioni di dollari, con la cifra destinata a crescere fino a circa 50 milioni in caso di vittoria del titolo. A questi si aggiungerebbero ricavi commerciali e sponsorizzazioni: molti contratti prevedono clausole che riducono automaticamente i compensi se la Nazionale non si qualifica. Nel budget 2026 è già stata stimata una riduzione di circa 9,5 milioni per questo motivo.

L’effetto sui diritti TV

Anche broadcaster e partner commerciali guardano con attenzione ai playoff. Emittenti come RAI e DAZN hanno investito nei diritti televisivi prima di conoscere l’esito delle qualificazioni. Senza l’Italia al Mondiale, ascolti e investimenti pubblicitari rischierebbero inevitabilmente di ridursi.

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