Dopo la vittoria sull’Irlanda del Nord, martedì l’Itala affronterà la Bosnia Erzegovina per staccare il pass per il Mondiale 2026. Ecco il focus sulla squadra di Sergej Barbarez.
Il primo passo è compiuto, ne rimane un altro. Dopo la vittoria sull’Irlanda del Nord, martedì l’Italia affronterà la Bosnia Erzegovina per staccare il pass per il Mondiale 2026. Ma chi sono i calciatori di spicco della nazionale che affronteremo il 31 sera? A chi bisognerà stare attenti?

Il focus sulla Bosnia
Si parte, ovviamente, dal capitano: Edin Dzeko. Un passato fra Roma e Inter e adesso allo Schalke 04 dopo sei mesi non fortunati alla Fiorentina, è lui che ieri sera ha dato il via alla rimonta, poi conclusasi ai calci di rigore. Non c’è solo Dzeko, in difesa tanti volti conosciuti. Il primo è Tarik Muharemovic, difensore del Sassuolo, oltre a Sead Kolasinac che invece veste la maglia dell’Atalanta. A centrocampo, inoltre, è presente Benjamin Tahirovic, con un passato alla Roma. La Bosnia si schiera con un 4-4-2 di contenimento, prevale la fase difensiva con ripartenze che partono dagli esterni. Molto fa il lavoro di sponda da parte di Dzeko, leadership tecnico e caratteriale della Bosnia.
Bosnia, la formazione che ieri ha battuto il Galles
BOSNIA ERZEGOVINA (4-4-2): Vasilj; Kolasinac, Muharemovic, Katic, Dedic; Memic, Tahirovic, Sunjic, Bajraktarevic; Demirovic, Dzeko.
Italia, contro la Bosnia servirà molto di più
L’Italia vince 2-0 contro l’Irlanda del Nord e martedì sfiderà la Bosnia Erzegovina per andare al Mondiale 2026. Ma servirà molto di più, rispetto a ieri.
Il primo passo è compiuto, ma guai a rilassarsi. L’Italia supera 2-0 l’Irlanda del Nord (qui la cronaca del match) e martedì sfiderà la Bosnia per un posto al prossimo Mondiale. Contro Dzeko e compagni, però, servirà molto di più. La vittoria di ieri non può bastare e, soprattutto, non può far dormire sonni così tanto tranquilli.

Italia, martedì servirà di più
Bisognerà ripartire sicuramente dal secondo tempo di Bergamo. La prima frazione di gioco è stata troppo opaca per essere considerato calcio. Un’Italia statica che non ha fatto nulla di particolare, se non qualche accelerazione in verticale a scavalcare la difesa. Ma non può bastare, anzi. Servirà la fantasia messa in campo nel secondo tempo, servirà quell’estro che può risolverti una partita, e il coraggio di andarsi a prendere un traguardo che manca da tantissimi anni.
Gennaro Gattuso la pressione la sente, la sente eccome. Era ben scavata sul suo volto, dal primo minuto di gioco. In palio c’è tanto e lui, che un Mondiale lo ha vinto, lo sa. Ma sa anche che martedì, in trasferta, servirà una prestazione di carattere. Qualità e carattere, per raggiungere un obiettivo che manca da tanto, troppo tempo.