Milan-Udinese 0-3, San Siro fischia. Allegri: “Non temo per la Champions”

Il Milan di Allegri sprofonda a San Siro sotto i colpi di un’Udinese cinica e organizzata: la squadra di Runjaic passa addirittura 0-3. E i rossoneri ora si guardano dietro.

Il Milan di Allegri sprofonda a San Siro sotto i colpi di un’Udinese cinica e organizzata. La squadra di Runjaic supera i rossoneri 0-3. Il Diavolo ora deve guardarsi alle spalle: il Milan è al terzo posto a quota 63 punti, ma Como (58 punti) e Juventus (57) si potrebbero avvicinare.

Massimiliano Allegri, allenatore Milan
Massimiliano Allegri, allenatore Milan

Milan-Udinese 0-3, la partita

Nonostante un avvio vibrante, in cui Pulisic sfiora il pareggio dopo il vantaggio iniziale friulano, i rossoneri palesano lacune difensive preoccupanti. Davis grazia Maignan colpendo la traversa, ma il raddoppio ospite è solo rimandato: Ekkelenkamp svetta di testa e beffa la retroguardia.

Il Milan reagisce con confusione. Leao incappa in una serata da dimenticare, sprecando un’occasione clamorosa e apparendo spesso lezioso. Nella ripresa, Allegri tenta la carta Fullkrug arretrando Saelemaekers, e la pressione aumenta. Modric e lo stesso Saelemaekers testano i riflessi di un super Okoye, che si salva anche grazie a una traversa.

L’Udinese però non trema e, trascinata dall’estro di Zaniolo e Atta, chiude i conti al 72esimo. Un errore di Rabiot a centrocampo innesca il contropiede letale: Atta trafigge Maignan sul primo palo con un preciso colpo di biliardo. Il finale è un monologo di frustrazione che culmina con i fischi assordanti per Leao al momento del cambio. Per il Milan è la seconda sconfitta consecutiva, una “sberla” che mette a nudo la fragilità del nuovo assetto tattico.

Allegri: “Non temo per la Champions”

Così Allegri in conferenza stampa: “Se ho timore per la Champions? No, non ne ho. Però oggi sembrava che fosse l’ultima gara per andare in Champions. Invece dobbiamo sapere che l’obiettivo possiamo centrarlo pure col Cagliari all’ultima giornata”.

Su Leao: “Nel primo tempo ha avuto due occasioni importanti da centravanti, quando gli spazi sono stretti diventa difficile saltare l’uomo. Ma non è questione di Rafa o no, bisogna fare cose diverse nella fase offensiva”.

Sui fischi di San Siro: “Fa parte del calcio, quando vinci sei bravo e quando non vinci non lo sei. Oggi è giusto che i tifosi ci abbiano fischiato, anche se la squadra si è impegnata. Ora dobbiamo lavorare per preparare bene la partita di Verona, questa sconfitta deve rappresentare l’opportunità di fare meglio nella prossima. Ci siamo consegnati all’avversario, con questa fretta di fare risultato”.

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