Malagò: “La FIGC è una sfida che mi affascina, devo fare delle riflessioni”

A seguito del terremoto istituzionale che ha travolto il calcio italiano dopo l’ennesimo fallimento Mondiale culminato con l’uscita di scena di Gravina, si apre ufficialmente la fase di successione ai vertici della Figc con Giovanni Malagò supportato a pieno dalla Serie A.

Giovanni Malagò, attuale presidente del CONI, ospite al podcast “Sette Vite” di Hoara Borselli ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Dalla Serie A sono venuti a chiedermi la disponibilità. Ho detto che, quando ci sarebbe stato questo prerequisito formale, avrei iniziato a fare dei ragionamenti: poi uno va a parlare con le altre componenti e capire cosa ne pensano, per poi fare le proprie valutazioni. Certo, l’ho già detto e lo ripeto: è abbastanza impressionante che un mondo famoso per la sua litigiosità e la sua esuberanza, nel giro di sei giorni abbia indicato, con 19 società su 20, un soggetto terzo, pur molto conoscitore della materia ma sicuramente esterno, affinché dia loro una mano”.

Giovanni Malagò candidato alla presidenza della FIGC
Giovanni Malagò candidato alla presidenza della FIGC

Malagò: “La Figc è una sfida che mi affascina”

Poi ha aggiunto: “È un unicum, per decenni hanno fatto fatica ad arrivare a una maggioranza semplice. È questo che fa particolarmente riflettere, senza questo prerequisito così ampio avrei già declinato. Nelle cose complicate, bisogna anche essere pragmatici e realistici: se hai una certa dinamica di consenso, non dico che tutto si risolve, ma che sia più facile trovare risposte a problematiche, sennò ti ritrovi a combattere con i problemi e anche con qualcun altro. Perché? Forse perché sono credibile e molto affidabile. Anche chi non ama lo sa. Mi piacerebbe? È una sfida che mi affascina, ma al tempo stesso sono realista e mi rendo conto che ci sono delle situazioni che possono creare molte complicazioni al mio modello di vita. Devo fare delle riflessioni”.


Malagò corre per la FIGC con il supporto della Serie A. Dopo l’uscita di scena di Gravina, le società del principale torneo italiano hanno individuato nel dirigente romano l’erede perfetto. Con il 18% delle preferenze in tasca, Malagò guarda al voto del 22 giugno, mentre le liste dei candidati dovranno essere depositate entro metà maggio.

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