LIVE – Inter, campione d’Italia per la 21^ volta: le reazioni

L’Inter ha vinto il suo 21^ Scudetto, grazie alla vittoria 2-0 contro il Parma con i gol di Thuram e Mkhitaryan. I nerazzurri festeggiano con 3 giornate d’anticipo. 

Una grande prestazione dell’Inter contro il Parma, vittoria per 2-0 con reti di Thuram e Mkhitaryan decide la gara di San Siro e regala il 21^ Scudetto ai nerazzurri. E’ Thuram a sbloccare il risultato nel primo tempo. Nella ripresa la chiudono i subentrati Lautaro Martinez, assist e Mkhitaryan, gol. A 3 giornate dalla fine e dopo il pari del Napoli e il ko del Milan, l’Inter può così festeggiare. Primo Scudetto al primo anno in Nerazzurro per Chivu, come era successo tra gli altri anche a José Mourinho. Ora anche l’occasione di chiudere con il Doblete con la finale di Coppa Italia.

Inter Campione d'Italia per la 21^ volta
Inter Campione d’Italia per la 21^ volta

 

Gli ultimi aggiornamenti

15:00 Spillo Altobelli a Tuttosport: “Uno scudetto più che meritato, i nerazzurri non hanno avuto avversari, ci sono le statistiche a dimostrarlo. Sin dall’inizio del torneo ero sicuro della conquista del tricolore. Chivu ha preso in mano la squadra in un momento complicato e l’ha portata al 21° scudetto. Si è fatto valere. A Marotta e Ausilio bisogna fare una statua a Milano. Non avevano tanti soldi da investire sul mercato, ma hanno costruito ancora una volta una rosa vincente”.

14:45 Fabio Capello a La Gazzetta dello Sport: “Era per me l’unica squadra che, a inizio anno, sulla carta poteva competere col Napoli. Conte ha avuto non pochi problemi con gli infortuni ma non dimentichiamo anche quelli avuti da Chivu. Su tutti, gli stop di Calhanoglu e quello lungo di Dumfries. Ora però col doppio trofeo alla portata, ovvero l’abbinata scudetto e Coppa Italia, non si può più parlare nemmeno tanto di quanto successo in Europa: sembrava la stessa situazione di quando io ho preso il Milan. Giocatore copertina? Lautaro. Mercato? Credo che servirà un portiere, poi un difensore centrale e un centrocampista”.


14:30Felice per questo Scudetto? Tantissimo, soprattutto per Chivu”. Marco Tronchetti Provera, vice presidente esecutivo del gruppo Pirelli, a La Repubblica dopo il ventunesimo tricolore nerazzurro. “È stato un calciatore che ha dato molto all’Inter, era la sua prima stagione da allenatore e ci ha portato a vincere il campionato. È la sua Inter. Per quello che ha significato diciamo che può stare tra i primi cinque, perché abbiamo visto anche del buon calcio.Magari per venti minuti, ma l’abbiamo visto. E di questi tempi, con il livello che c’è, venti minuti sono già tanti… Chivu è stato due volte bravo, al di là delle mie simpatie per il suo passato. Ha saputo rigenerare una squadra demotivata e spenta portandola a vincere il campionato. I calciatori? Di Lautaro sapevamo già tutto, il suo valore è determinante. Chi mi ha sorpreso è stato Bisseck, un calciatore dal grande potenzialema che non era in testa alla lista di quelli da Inter. Marotta? Beh, lui è un fuoriclasse. È un uomo che fa la differenza per qualità e profondità, al punto che gli si perdona anche il trascorso juventino”.

14:15 Il direttore sportivo dell’Inter Piero Ausilio sul futuro di Alessandro Bastoni: “Continuo a precisare che noi Bastoni ce lo vogliamo tenere, siamo contenti di averlo e non sarà certo l’Inter a chiamare qualcuno per proporre la cessione. È un capitale dell’Inter, dell’Italia, forte, un ragazzo incredibile e vogliamo tenercelo stretto. Non è arrivata nessuna chiamata e a maggior ragione non saremo noi a chiamare nessuno!”.


14:00 Bastoni festeggia così il nuovo scudetto dell’Inter: “Questo significa di più. 21”. Un messaggio che ha raccolto il plauso di tutto il mondo nerazzurro, compreso Steven Zhang, che ha voluto celebrare la grinta del difensore con una sequenza di emoticon “muscolose” e l’immagine della coppa.


13:55 Inter Campione d’Italia: dopo la sfida contro il Parma, viale della Liberazione si colora a festa con una scritta che suggella ufficialmente la vittoria dello scudetto da parte del club meneghino.


13:50 Ieri a San Siro, la famiglia Esposito si è riunita per celebrare lo scudetto dell’Inter vinto dal giovane Pio. Presenti in tribuna i genitori e il fratello Salvatore che ha immortalato il momento sui social con una foto dei genitori e una dedica colma d’orgoglio: “I miei genitori hanno un figlio Campione d’Italia”.

13:45 Persino Gianni Infantino, numero uno della FIFA e noto sostenitore dell’Inter, ha celebrato il 21° scudetto nerazzurro pubblicando tra le sue storie Instagram l’iconico “Amala”.


13:30 Christian Vieri, al Corriere della Sera: “L’Inter è stata la più forte quest’anno. E a tratti ha giocato un gran calcio. Ha di fatto sempre vinto con le piccole, e gli scudetti si portano a casa proprio su questo fronte, dove i punti pesano tantissimo, sono anzi decisivi. Chivu? Bravissimo a rimettere subito la squadra in careggiata dopo le batoste della scorsa primavera. Non era semplice a livello mentale. È giovane, ha buone idee e ha dimostrato di essere all’altezza di un club simile. Ha personalità: gran gestione del turnover e zero paura ad affidarsi ai giovani, per nulla scontato in un club dove sei obbligato a vincere. Ma Cristian viene non a caso dalla scuola Ajax. E, in generale, da giocatore ha sempre frequentato spogliatoi pesanti. Uomini simbolo? Calhanoglu, Lautaro Martinez e Dimarco: sono di un’altra categoria”.

13:00 Il trionfo in Serie A frutterà all’Inter circa 16 milioni di euro, cifra destinata a crescere in base ai punti totalizzati nelle ultime giornate. A questi si sommano i 52 milioni già garantiti dalla qualificazione alla prossima Champions League, portando il totale a 68 milioni. Se i nerazzurri dovessero conquistare anche la Coppa Italia, si aggiungerebbero ulteriori 7 milioni, per un bottino complessivo di 75 milioni di euro. Questa cifra deriva esclusivamente dai risultati sportivi, restando esclusi i bonus derivanti dagli accordi commerciali con gli sponsor.

11:30 Grazie al trionfo ottenuto contro il Parma, l’Inter ha ufficialmente cucito sul petto il suo 21° Scudetto. Nonostante l’accesa rivalità sportiva, i principali club del campionato non hanno tardato a rendere omaggio ai nuovi Campioni d’Italia. Dal Napoli al Milan fino alla Juventus.


11:00 A Repubblica, Paolo Bonolis dopo lo scudetto numero 21: “Ho creduto in Chivu, da subito. L’avevo conosciuto di persona nel lungo viaggio in macchina di ritorno da Istanbul insieme a Zanetti dopo la finale col City. Soprattutto: una brava persona. Secondo: scegliere un giovane come lui nasceva da una scelta precisa. Uno con il suo passato, il calcio lo conosce di sicuro. E a noi serviva uno che avesse grande credibilità nel recuperare il rapporto con i giocatori. Ha funzionato, era davvero così. E non era semplice. Dopo Monaco, dopo le polemiche al Mondiale per Club, la squadra poteva sprofondare”.

10:30 Beppe BergomiRadio Anch’io Lo Sport: “Uno Scudetto non scontato, perché bisogna sempre partire da inizio percorso. Sono stati veramente bravi: squadra, società, soprattutto l’allenatore. Conosco Chivu dal settore giovanile, ti entra nel cuore. L’Inter aveva bisogno di ripartire da quello. Marotta ha le idee chiare, sa come costruire una squadra, che deve ringiovanire ma solo coi giovani non si vince. Serve un mix giusto, ma ci deve sempre essere la base italiana, che è quella che in questi anni abbiamo visto. Non devo suggerire nulla al presidente e allo staff perché sanno bene cosa fare”.

10:00 Marcus Thuram celebra lo scudetto dell’Inter con un tributo iconico a Kobe Bryant: l’attaccante ha replicato la celebre posa assunta dalla leggenda NBA dopo il titolo del 2001. Un omaggio potente che unisce calcio e basket nel segno della vittoria. Significativo anche il messaggio social del francese: “Lo scudetto è tornato a casa. Non ci lasciare mai più”.


9:00 Marco Materazzi ha condiviso uno scatto iconico che profuma di nostalgia e trionfi: un’immagine che lo ritrae nel cuore di un festeggiamento insieme ai suoi compagni di mille battaglie, Dejan Stankovic e Cristian Chivu. Il messaggio per la vittoria del Tricolore: “È tornato al proprio posto”, corredato semplicemente dall’emoticon di una coppa.

8:00 “Per qualcuno era game over, per noi era solo una nuova partita!”. Così Federico Dimarco festeggia su Instagram la conquista del 21esimo Scudetto dell’Inter.

7:00 Le dichiarazioni del direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio: “Lavoriamo tutti i giorni a contatto con i ragazzi, sono fantastici, alcuni hanno iniziato un percorso da qualche anno, alcuni hanno vinto tre scudetti e altri titoli e sono arrivati in finale di Champions. In questo gruppo già forte sono stati inseriti giovani di qualità che volevano dimostrare di poter competere a questo livello, ed è venuto fuori un mix speciale che ha meritatamente vinto questo campionato dominandolo. Non direi che questo risultato è una sorpresa, conosco la determinazione e le qualità dei giocatori della vecchia guardia: quando ricomincia la stagione so cosa esattamente cosa pensano calciatori come Barella, Lautaro, Bastoni. Sono tutti ragazzi che hanno grandissimi valori, e sapevo che l’anno scorso gli aveva lasciato dentro del dispiacere e che in questa stagione avrebbero avuto tutto da dimostrare: non è la prima volta che lo fanno, lo avevano fatto dopo la finale di Istanbul vincendo il campionato l’anno successivo, e ci sono riusciti di nuovo. Noi non ci fermiamo perché questa è la mentalità di questo Club. Ora festeggiamo, ma la testa va già al 13 maggio perché c’è un’altra finale da giocare”.


6:00 L’Inter è Campione d’Italia per la 21ª volta. La festa è iniziata nella sala privata dello Sheraton San Siro, lo stesso hotel che ospitò i brindisi della seconda stella. Tra i primi ad arrivare il VP Zanetti e il Presidente Marotta, seguiti dalla squadra in maglia celebrativa bianca. Dimarco e Thuram hanno trascinato l’entusiasmo: dopo cori e dj set in albergo, i due si sono spostati in Piazza Duomo. Lì, insieme a Lautaro Martinez e Pio Esposito affacciati da Terrazza 21, hanno abbracciato migliaia di tifosi in una notte nerazzurra infinita.

Le parole dei protagonisti dopo Inter-Parma

Barella, Thuram e Lautaro

Barella: “Contento? Direi. Questo era l’obiettivo principale. Qualcosa puoi lasciare per strada. Ora ci godiamo questa serata poi penseremo alla finale di Coppa Italia. Questo è il calcio e la vita. Si attraversano momenti difficili come la scorsa stagione. Non bisogna mai mollare, sempre rialzarsi. Si può giocare bene, giocare male. Ma abbiamo sempre dato tutto quello che avevamo. Sono orgogliosissimo della squadra”.

Thuram: “Barella non è mai stato messo in discussione. Ha aiutato l’Italia, ha aiutato l’Inter. Io non capivo quando lo criticavano, lui ha sempre dato tutto ad Appiano, in campo e fuori, anche lui è un nostro capitano”. 

Lautaro Martinez: “Quello che ho detto al Mondiale per Club è quello che sentivo. Non è stata una cosa pensata, ho visto cose che non mi sono piaciute. Ho detto quello che pensavo in quel momento. Oggi è tutta felicità, è il lavoro fatto. Non era semplice ripartire dopo la scorsa stagione, quando abbiamo perso tutto quello che potevamo vincere. Sono contento di questo traguardo. Era importantissimo per noi. Magari non ci davano tra i favoriti ad inizio anno ma abbiamo lavorato tantissimo e fatto qualcosa di importante”.

Ancora il capitano nerazzurro: “Noi un emblema. Lo dite voi, noi è da anni che facciamo qualcosa di importante. Abbiamo giocato 2 finali di Champions nelle ultime 4. Quando vinci vuoi continuare a vincere. In un campionato equilibrato come questo siamo riusciti a fare lo sprint finale come gruppo. Questa è la cosa più importante che mi porto dentro”.

Lautaro Martinez su Chivu: “Sicuramente lui è stato bravissimo con energia entusiasmo e partecipazione. Con Simone abbiamo fatto 4 anni impressionanti. Quest’anno ci serviva un cambio d’aria perché era scritto così. Dopo quella finale il mister ci ha dato nuove energie e questa cosa al gruppo ha portato nuove energie e il sorriso”.

Lautaro su Palmares: “Lo spazio si fa sempre. Il problema è tornare indietro o restare li. Quando vinci vuoi vincere sempre di più. Sono contento e orgoglioso di indossare questa maglia”.

Marotta e il vice presidente Zanetti


Marotta: “Il primo ringraziamento va a tutti i Presidenti che sono arrivati prima di me. Alla proprietà. Questo è lo scudetto di Chivu e della squadra”.

Marotta su Chivu: “Come ha raccontato Inzaghi, la rescissione è arrivata al lunedì. Il giorno dopo avevamo già deciso per Chivu. C’è voluto un coraggio ponderato. Lui ha vinto il triplete, è stato capitano dell’Ajax a 21 anni, ha vinto con la primavera dell’Inter e fatto bene al Parma. Abbiamo deciso tranquillamente. Gli poteva mancare solo l’esperienza. L’abbiamo supportato. Lui deve restare tanti anni all’Inter”.

Marotta sulle difficoltà iniziali: “Dopo il periodo negativo, contraddistinto da prestazioni però positive. Udinese, Juventus e derby. Abbiamo capito che stavamo comunque facendo bene. Io non ho mai esonerato un allenatore e non volevo farlo per la prima volta. Non c’erano neanche le condizioni per pensare di cambiare panchina”.

Sull’anno prossimo: “Noi parliamo spessissimo con Chivu, Ausilio, Baccin. Abbiamo le idee molto chiare su come agire. La proprietà ci detterà anche dal punto di vista le linee guida a livello economico. Abbiamo uno zoccolo duro di italiani e un gruppo consolidato. Bastoni? Ha già fatto vedere di essere una sicurezza. Poi io parlo anche di altri italiani che possono aumentare il nostro gruppo. L’anno prossimo punteremo su giovani ma anche su stranieri di esperienza per creare un mix vincente. Palestra? Purtroppo non è nostro ma è un giocatore di sicuro avvenire”.

Zanetti: “In panchina c’era un fratello come Chivu, quindi lo Scudetto è speciale. Non era facile dopo la finale dell’anno scorso e si sono ripresi, hanno dimostrato di avere grande fame. Prossimi obiettivi? La Coppa Italia e arrivare fino in fondo nella prossima Champions League”.

Zanetti su l’Inter ad un interista: “E’ stato importante perché Chivu è uno di famiglia, sa quali sono i nostri valori e li ha trasmessi, anche quando allenava i nostri ragazzini”.

Ancora Zanetti: “E’ la cosa che più mi piace come dirigente: con Antonio Conte mi è capitato e non lo conoscevo, con Simone Inzaghi e con Cristian non è capitato perché già eravamo fratelli. Ha portato serenità in un ambiente non semplice, credendo in quello che stavamo facendo. Lasciando dietro i momenti negativi e guardando sempre avanti: vincere in Italia non è mai semplice e farlo con 12 punti di vantaggio è bellissimo. Reagire subito è stato il segreto, dopo la sconfitta nel derby abbiamo risposto nella gara successiva con una grande vittoria. La vittoria contro la Juve ci ha dato grande forza, però la squadra ci ha creduto sin dall’inizio: Cristian è una persona straordinaria e tutti lo hanno seguito”.

Le dichiarazioni del tecnico rumeno


Chivu: “Credo che lo ero anche prima, qualcosa da giocatore ho vinto. Sono felice per i ragazzi, la società e i tifosi che ci hanno sostenuto dall’inizio. Hanno dovuto subire la narrativa dell’anno scorso, la delusione e lo sfottò. Questi ragazzi sono stati bravi a rimboccare le maniche, rinascere e trovare la motivazione giusta per fare una stagione competitiva. Pagina importante nella storia di questa società”.

Chivu su quando ha capito avrebbero vinto: “Avevamo l’obbligo di provare ad essere competitivi, poi la stagione è una maratona e per fortuna abbiamo fatto più punti di tutti. Abbiamo saputo reagire alla sconfitte e cercare l’obiettivo fino in fondo. Nei mesi di gennaio e febbraio, dove abbiamo fatto 14 vittorie su 15, abbiamo capito che potevamo farcela. Abbiamo superato l’eliminazione dalla Champions e la sconfitta nel derby, cercando di essere competitivi fino in fondo”.

Chivu, si godrà la festa: “Non voglio essere ipocrita, ma sto pensando alla finale di Coppa Italia. Giusto che i giocatori stiano in campo a festeggiare, oggi potevamo chiudere il discorso davanti ai nostri tifosi e ce l’abbiamo fatta. Merito loro e di questa società, che ha sempre cercato di dare conforto e quello di cui avevamo bisogno”.

Chivu, quale merito si riconosce?: “Non parlo di me. Umanamente sono atipico, qualche anno fa ho dovuto parlare con me stesso di una questione di vita o di morte e ho perso l’ego. Cerco di capire i momenti per l’esperienza che mi sono fatto sulla gestione di un gruppo e di non fare errori che magari ho subito da giocatore. Ho cercato di essere empatico, umano e di non pensare a me stesso. Penso solo a quelli che mi vogliono bene e cerco di dare il massimo per loro. Magari tra un mese vengo messo in discussione, bisogna accettarlo con il sorriso e fare del nostro meglio. Anche il mio staff merita ringraziamenti”.

La mentalità di aver giocato sempre attaccando è il tuo marchio di fabbrica: “Abbiamo trovato diverse soluzioni in base all’avversario, bisogna capire i momenti. E’ stato un gran lavoro anche dei miei predecessori, per me è stato più semplice. Sono i bravi giocatori che ti fanno vincere”.

Allegri, Conte, Gasperini, Spalletti: ti è capitata una Serie A complicata: “Sono grandi allenatori, hanno fatto la storia e ho solo da imparare da loro”.

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