Figc, Malagò: “Ricevere il 2% dei ricavi delle scommesse darebbe tranquillità”

Il presidente della Figc, Giovanni Malagò, nel corso di un’audizione in 7^ Commissione al Senato ha parlato della possibilità di ricevere il 2% dei ricavi delle scommesse. 

Così Giovanni Malagò: “Il senatore Marcheschi propone che il 10%, delle sanzioni sulla pirateria possa essere destinato a favore del sistema calcio, sempre a valorizzazione dei sistemi giovanili. Visto che sono fondi estratti al nostro sistema, non ho capito perché qualcun altro possa beneficiarne e non possano andare quasi per intero a noi. Si può mettere anche qualcosa sul sociale affinché non ci sia reiterazione del reato. Ho visto nel giro di pochi giorni gli ad e gli azionisti di chi oggi ha i diritti su questo tema. Pensavo che le cose andassero un po’ meglio, ma numeri alla mano, non è così. Qualche paese considerato più rigoroso ha cominciato a copiarci e ci sono incidenze su stati che hanno preso questa abitudine. Mi dicono che le leggi sono state fatte, ma non c’è l’attuazione per quanto riguarda la sanzione, una forma di deterrenza”.

Giovanni Malagò
Giovanni Malagò

 

Ancora Malagò

Malagò conclude così: “La destinazione al mondo del calcio di una percentuale dei ricavi delle scommesse intorno al 2% sistemerebbe praticamente tutto, anche quello che sarà l’inevitabile conseguenza di una certa riduzione del monte diritti che avverrà dopo il prossimo bando della prossima Serie A, e darebbe tranquillità. Parlando del ddl Marcheschi, afferma che ha degli aspetti interessantissimi. Abbiamo molto bisogno che qualcosa succeda, perché non c’è dubbio che il sistema ha una grande necessità di modificare alcune regole del gioco. Sul tema del vincolo sportivo, Malagò sottolinea la necessità di “rivederlo, perché c’è un grido di allarme grandissimo”.

Malagò aggiunge che “sono almeno tre le norme che vanno contro l’autonomia sportiva”. In primis “l’obbligo della convocazione nella squadra Primavera di giocatori formati da almeno tre anni”, che “auspichiamo e cercheremo di incentivare, ma non si può obbligare”. Poi “la storia delle società professionistiche, nessuno pensa sia normale averne cento”; infine “la missione premiale per le società che usano i giovani under 23. Noi su questo ci stiamo muovendo, ma non credo debba essere un provvedimento legislativo. Bisogna trovare il modo di trovare le risorse, perché il sistema è questo. Oggi il mondo del calcio dà molto più al Paese in termini finanziari di quello che riceve e questa non la trovo una cosa giusta”. 

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