
La celebrazione di Lumumba
Mboladinga è ormai una figura iconica di questa edizione della Coppa d’Africa. Immobile sugli spalti, vestito con un completo che richiama i colori della bandiera congolese e con un braccio alzato per tutta la durata della partita, il suo gesto ha incuriosito milioni di appassionati. Non un’esibizione folcloristica, ma un atto profondamente simbolico: il tifoso congolese rende omaggio a Patrice Lumumba, primo ministro del Congo indipendente e figura chiave dell’anticolonialismo africano, assassinato nel 1961.
Il gesto di Mboladinga
Proprio questo significato ha colpito e unito tifoserie diverse, che nei quarti di finale di oggi hanno deciso di trasformare il gesto solitario di Mboladinga in un messaggio collettivo. Sugli spalti, gruppi di sostenitori marocchini e senegalesi hanno imitato la sua posa, rimanendo immobili per alcuni minuti con il braccio alzato, mentre altri esponevano cartelli e striscioni in suo onore. Un momento di silenzio e rispetto che ha attraversato lo stadio, catturando l’attenzione delle telecamere e del pubblico presente.
Una scena che rimarrà nella storia
La scena ha rappresentato perfettamente lo spirito della Coppa d’Africa: un torneo che va oltre il risultato sportivo e diventa spazio di condivisione culturale, memoria storica e identità comune. In un contesto spesso dominato da rivalità accese, l’omaggio a Mboladinga e a Lumumba ha dimostrato come il calcio africano sappia anche unire, creando ponti tra Paesi e popoli diversi.
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Lumumba impazza sui social
Sui social, le immagini della celebrazione hanno fatto rapidamente il giro del mondo, accompagnate da messaggi di apprezzamento per la sensibilità mostrata dai tifosi di Marocco e Senegal. In molti hanno sottolineato come il gesto abbia dato ancora più forza al messaggio originario di Mboladinga, trasformandolo da atto individuale a simbolo condiviso. In un torneo ricco di gol ed emozioni, il tributo al tifoso congolese resterà come uno dei momenti più significativi di questa Coppa d’Africa: la prova che, talvolta, il calcio sa raccontare storie che vanno ben oltre il campo.






