Sinner, favoritismi all’Australian Open: il verdetto finale è ingiurioso

Che vinca o che perda, Sinner alimenta sempre una polemica. Anche in questa edizione degli AO l’altoatesino deve fare i conti con un verdetto ingiurioso.

Jannik Sinner non corre, vola. Sul cemento della Rod Laver Arena, il numero due del mondo ha staccato l’ennesimo pass per una semifinale Slam – la sesta consecutiva e la terza di fila agli Australian Open – con la freddezza di un sicario gentile. Ben Shelton, l’astro nascente del tennis a stelle e strisce, è stato letteralmente annichilito con un triplo 6-3, 6-4, 6-4 che non ammette repliche. In poco più di due ore e venti minuti, l’azzurro ha trasformato una sfida che sulla carta prometteva scintille in una lezione di gestione tattica e potenza controllata. Sinner ha disinnescato il servizio bomba dell’americano con una naturalezza disarmante, approfittando anche degli errori gratuiti di uno Shelton apparso impotente di fronte al ritmo asfissiante imposto dal campione in carica.

Jannik Sinner
Sinner, favoritismi all’Australian Open: il verdetto finale è ingiurioso – sportitalia.it (screen Youtube Sinner Channel)

Mi sento fisicamente più forte rispetto alla scorsa settimana – ha commentato Jannik a fine gara, proiettandosi già verso la “battaglia delle battaglie” di oggi contro Novak Djokovic. Un successo autoritario che certifica uno stato di grazia assoluto e che dovrebbe, in un mondo ideale, far parlare solo di sport. Eppure, dietro la facciata di una gloria sportiva quasi cristallina, si sta scatenando una tempesta di veleni che attraversa gli oceani, dalla Spagna agli Stati Uniti. Se in Italia Sinner è il simbolo dell’eccellenza, all’estero il “rosso di San Candido” è tornato nel mirino della critica internazionale, travolto da una macchina del fango che sembra nutrirsi di livore e sospetti mai sopiti. Le polemiche, nate un anno fa con il controverso caso Clostebol, hanno trovato nuovo vigore in questa edizione australiana.

Sinner, l’ultima polemica arriva dalla Spagna: “Sinner fa sceneggiate”

Sotto accusa c’è la gestione delle condizioni climatiche durante il match del terzo turno contro Eliot Spizzirri. In quell’occasione, mentre Sinner appariva in palese difficoltà fisica a causa del caldo torrido, gli organizzatori hanno deciso di chiudere il tetto della Rod Laver Arena invocando la “heat rule”. Una mossa che ha permesso all’italiano di riprendersi e vincere, ma che ha scatenato le ire di testate prestigiose come The Athletic e il Telegraph, le quali parlano apertamente di un “trattamento di favore” e di una tempistica fin troppo conveniente per il fuoriclasse azzurro.

Jannik Sinner
Sinner, l’ultima polemica arriva dalla Spagna: “Sinner fa sceneggiate” – sportitalia.it (screen Youtube Sinner Channel)

Il fronte più critico arriva però dalla Spagna, dove l’autorevole El Mundo non perde occasione per esaltare Carlos Alcaraz gettando ombre inquietanti sul suo rivale. Gli spagnoli sospettano che Jannik metta in piedi vere e proprie “sceneggiate” nei momenti di crisi, citando i timeout medici prolungati contro Holger Rune lo scorso anno o le pause contro Medvedev e Auger-Aliassime. Accuse pesanti che dipingono Sinner non come un atleta stoico, ma come un fine stratega del regolamento, protetto dalle alte gerarchie del tennis mondiale. Persino leggende come John McEnroe hanno criticato aspramente la decisione del tetto chiuso, alimentando la tesi di un sistema che tutela i big a discapito dei comprimari. Nonostante le vittorie schiaccianti e una correttezza formale ineccepibile, Jannik si ritrova ancora una volta a dover parare colpi che arrivano da fuori campo, dimostrando che il prezzo del successo, per chi ha osato spezzare l’egemonia dei soliti noti, è un’invidia globale difficile da placare.

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