Il padel è, ormai da anni, diventato uno degli sport più praticati e amati dagli italiani. Si stima che siano circa 1.5 milioni gli appassionati, mentre il numero di tesserati alla Federazione Italiana Tennis Padel, agonistici e non agonistici, si attesta su quota 37 mila. L’Italia è il secondo paese per diffusione di questa attività sportiva, dietro solo alla Spagna. E, in particolare, nel Lazio è in testa per numero di impianti, con particolare densità per la città di Roma.
L’attenzione principale, però, viene posta sulle accademie dove vengono coltivati e cresciuti ragazzi e ragazze, sia dal punto di vista agonistico che della semplice attività sportiva. Un ambiente in cui si può vivere serenamente il fare sport.

Ne abbiamo parlato con Luca Baccari, direttore tecnico dell’Accademia Eucaliptos e istruttore di secondo livello della FITP. In pochi anni, è attiva dal 2020, ha conquistato un posto di riguardo tra quelle dedicate ai giovanissimi ed è una delle più ricercate nel circuito capitolino del padel.
Come nasce la vostra accademia?
“Nasce da un progetto familiare, io e mio fratello Armando veniamo dal mondo del tennis. Abbiamo avuto la fortuna di avere un impianto di proprietà che abbiamo ristrutturato e trasformato in una struttura dedicata al padel e al pickleball. E da subito abbiamo deciso di partire col progetto giovanile, formare un’accademia riservata ai ragazzi dai 7 fino ai 18 anni. Essendo stati uno dei primi club di Roma a puntare sui giovanissimi, ormai sono quattro anni che la nostra scuola è riconosciuta dalla FITP, adesso al nostro interno abbiamo tre ragazzi under di seconda fascia che non solo partecipano a tornei nazionali e internazionali, ma fanno parte della Nazionale italiana Under 12, sono due maschi e una femmina”.
Quali sono oggi le principali sfide per le accademie?
“La sfida è quella di riuscire a portare avanti un programma agonistico per gli atleti che già fanno parte della nostra squadra. Ma la cosa più importante è mantenere sempre attivo un vivaio di base che permetta di avere il ricambio. Ovvero, poter avere ragazzi che dai corsi dei pre perfezionamento possano proseguire ed entrare nell’agonistica”.
Qual è la vostra filosofia formativa: puntate più sulla crescita tecnica, sullo sviluppo personale dei ragazzi o su un percorso agonistico di alto livello?
“Partiamo dall’idea che tutti i ragazzi devono formare una squadra. Questo, a nostro avviso, identifica un’accademia che non è fatta soltanto di agonisti. Anzi, è composta da ragazzi che possono condividere il lavoro anche su fasce di livello diverso. Noi abbiamo constatato che il programma che ogni anno stabiliamo con lo staff tecnico ha un upgrade che non viene dato solo dal nostro lavoro, ma dalla qualità di gioco dei ragazzi che stimolano quelli diciamo meno bravi, passatemi il termine, e allo stesso tempo creano compattezza di gruppo”.

Quali competenze deve avere oggi un istruttore che lavora con bambini e adolescenti nel padel?
“La qualità principale di un istruttore che entra in una accademia è quella di avere voglia di lavorare con i giovani. Poi, avere un metodo e in questo caso siamo noi che, quando scegliamo un istruttore, gli trasmettiamo il nostro. La Federazione ha da anni istituito il ‘Sistema Italia’ attraverso il quale fornisce le linee guida del lavoro da svolgere e, al tempo stesso, offre la possibilità di contatto diretto tra lo staff e i ragazzi”.
Che rapporto avete con le famiglie nel percorso sportivo dei ragazzi?
“Abbiamo un ottimo rapporto con tutte le famiglie. Il nostro circolo, essendo concepito per ragazzi, ha già un’impostazione familiare. Oltre ad un rapporto diretto con lo staff tecnico, i genitori partecipano a delle sedute periodiche col nostro preparatore mentale. Questi confronti sono utili per poter intervenire su eventuali dinamiche che si possono creare tra un genitore e le aspettative per il figlio”.
Quali opportunità concrete offre oggi un’accademia di padel a un giovane?
“L’obiettivo più grande è quello di offrire un ambiente sano e sportivo. La possibilità di condividere del tempo con gli amici, lavorare sulla capacità di impegnarsi, concentrarsi, e tenerlo lontano dalle problematiche sociali che sono sotto gli occhi di tutti. Riscontriamo spesso, nel momento in cui si sceglie l’Accademia Eucaliptos, che tra i motivi principali c’è l’appartenenza ad un club e ad una grande famiglia”.
Perché scegliere l’Accademia Eucaliptos?
“Chi lo fa, sceglie un’accademia che ha creduto sin da subito nei giovani. Questo ci ha permesso nel corso di questi anni di migliorare il nostro metodo e lo staff tecnico. E lavorare con i ragazzi arricchisce tutti noi. Ci teniamo molto non solo all’allenamento, ma li seguiamo in tutti i tornei. Per noi è importantissimo il lavoro in casa, ma lo è altrettanto essere presente fuori per capire le difficoltà o festeggiare i successi”.