La stagione fa già venire la pelle d’oca a Charles Leclerc che teme al pensiero di scendere in pista. Nonostante le buone prove di Ferrari durante lo shakedown, non è convinto fino in fondo.
La paura accompagna i grandi atleti ogni volta che fronteggiano una sfida come può esserlo una gara, una preparazione atletica o un semplice allenamento ad alta intensità in cui non dare il massimo significa essere esclusi dalla competizione successiva. Per un pilota di Formula 1, poi, questo fattore si moltiplica a prescindere da quanto questi possano essere coraggiosi.

Casi estremi come quello di Ayrton Senna o di Felipe Massa che è quasi morto quando la molla di una monoposto lo ha centrato in faccia ricordano quanto questo sport sia pericoloso. Ma per la Ferrari quest’anno il paradosso è gigantesco: non è tanto la paura di andare troppo veloci, a frenare i piloti, ma quella di non esserlo a sufficienza.
Dopo la deludente annata del 2025, è imperativo infatti tornare in pista con un’altra testa ed altri obiettivi. Non basteranno certo prestazioni come quelle che Charles Leclerc, comunque capace di portare a casa qualche podio con la SF-25, a soddisfare i tifosi che si aspettano almeno qualche vittoria. E forse, il monegasco inizia a sentire su di se la pressione crescere.
Le prime sensazioni di Leclerc, è preoccupato
Nonostante le buone sensazioni, Leclerc ha una preoccupazione non tanto velata per le vere prestazioni delle vetture rivali che, a sua detta, hanno celato la reale potenzialità: “Credo che tutti stiano nascondendo il vero potenziale. Abbiamo avuto giornate di test che sono filate relativamente lisce, penso sia stata una preparazione molto buona per la prima gara”, riflette l’atleta, ipotizzando implicitamente che sopratutto il V6 Mercedes debba ancora mostrare tutto il suo potenziale.

Altra preoccupazione dell’atleta è il format delle gare di quest’anno: “Mi piacciono i weekend con la Sprint ma non mi piacerebbe vederlo standardizzato in futuro. Per me 6 è il numero ideale”, le sue parole sulla Gara Sprint che, ironicamente, l’anno scorso in Cina ha regalato a Lewis Hamilton, suo compagno di squadra, l’unica vittoria dell’anno.
Se le nuove strategie e, sopratutto, la nuova vettura messe in pista da Ferrari saranno strumentali per una stagione migliore è tutto da vedersi. Sicuramente, Charles ha ragione su questo punto: bisogna scendere in pista perché solo in gara capiremo qual è il vero potenziale delle rivali che Ferrari deve fronteggiare quest’anno.