Anche Abete si candida per la FIGC: “Chiederò ai Dilettanti le stesse titolarità di Malagò”

Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, ha annunciato – a margine del Premio Bearzot in corso di svolgimento al CONI – della propria candidatura alla presidenza della FIGC.

Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, ha annunciato – a margine del Premio Bearzot in corso di svolgimento al CONI – della propria candidatura alla presidenza della FIGC. “Ritenevo più opportuno un altro percorso diverso. Partendo da un incontro fra le componenti, in qualche modo leggere e valutando il documento del presidente Gravina, capendo poi quali tipi di responsabilità ogni componente prendeva in relazione al futuro della Federazione”, ha premesso. Il motivo: “Per avere un programma il più possibile condiviso e poi successivamente andare ad individuare quale potesse essere la persona giusta”, ha detto. Per poi confermare la propria candidatura.

Abete parla della candidatura alla FIGC

Abete si candida per la FIGC: le sue parole

Queste le parole di Abete a conferma della propria candidatura: “Chiederò al Consiglio direttivo della Lega nazionale dilettanti di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò da parte delle società di Serie A, cioè di poter, attraverso una condivisione della candidatura, presentarmi in una logica di discutere prima i contenuti e poi vedere quale è il punto sui nomi. Altrimenti non abbiamo capito nulla di quello che è accaduto”.

 

 

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Abete parla di Malagò: le sue parole

Poi ha spiegato su Malagò: “C’è stata questa accelerazione, anche se il presidente Simonelli ha ricordato che questa è un’investitura nei confronti di Malagò collegata al fatto che lui possa stilare un programma, confrontarlo all’interno della Lega e poi confrontandosi con le altre componenti. Ovviamente se l’impostazione è questa, noi seguiremo la stessa impostazione.

Ho già convocato gli organi direttivi della Lega dilettanti, chiederò alla LND il via libera per poter dare una disponibilità, in modo tale che in qualche modo quando si va al tavolo ci siano delle situazione in cui si manifestano una pluralità di posizioni. Dirò di più, l’invito è che la stessa cosa la facciano le componenti tecniche e le altre Leghe (B e C), perché noi abbiamo necessità di avere il contributo di tutte quante le componenti. Quindi ben vengano le altre proposte o altre disponibilità, perché l’obiettivo è quello di confluire all’interno di un programma condiviso e di un’unica candidatura. In questo caso naturalmente non c’è nessuna volontà da parte mia di essere il candidato condiviso da tutti, non so se rendo l’idea… Se questo non avvenisse, chi riterrà si giocherà la sua partita in sede elettorale”.

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