I veri onesti aspettano. Leao addio, non per soldi ma per necessità

Nell’attesa di capire con chi Rocchi designasse gli arbitri graditi all’Inter (questo dice l’accusa, tutta da dimostrare), per quale motivo lo facesse e magari anche come facesse a sapere quali fossero graditi e quali no, l’inchiesta di Milano insegna un paio di cose a prescindere da come finirà e dove porterà.

Punto 1, il calcio italiano va raso al suolo: le solite facce, le solite amicizie, i soliti rapporti ormai non sono più accettabili. Punto 2, la chiamata alle armi di alcuni colleghi e persino intere testate nella strenua difesa di chi, fino a prova contraria, non rientra al momento nemmeno tra gli indagati, smaschera il tema dei presunti imparziali tra i media, specie tra quelli un po’ in là con l’età, quelli che c’erano già durante Calciopoli, che si dividono tra carta stampata e social, visto il pensionamento. Basterebbe essere tutti più trasparenti, invece di fingere: dichiarare la propria fede é un atto di sincerità dovuta, che non dovrebbe in teoria intaccare la professionalità. Non farlo invece, significa darsi un tono di superiorità (inesistente) e nasconde solo ipocrisia.

Il calcio italiano e il nodo della trasparenza

In generale, meglio pensare al campo, anche perché è solo e soltanto in campo che si vince e si perde, non nei tribunali, oggi come nel 2006.

Mercato Milan: priorità e uscite decisive

Per uscire dalla mediocrità di un anno reso oggettivamente buio quasi quanto lo scorso dal successo dell’Inter, il Milan deve rimboccarsi le maniche sul mercato e agire un secondo dopo l’aritmetica qualificazione Champions: detto da settimane del centravanti (non ancora definitivamente identificato) e della priorità di Allegri, Goretzka, nella speranza che non parta un’asta internazionale a cui il Milan non parteciperebbe, è giusto riflettere anche e soprattutto sul mercato in uscita.

L’equivoco Leao va risolto una volta e per sempre: nel 3-5-2 non c’è nessuno spazio logico per Rafa, nonostante i tentativi stagionali, e l’attuale Rafa non è la meta di quello 2021/23, che avrebbe da solo giustificato un cambio di modulo immediato. Se qualcuno verrà a bussare a Casa Milan, al quarto piano troverà un grosso fiocco rosso da apporre sul portoghese, con buona pace di Allegri. Leao insomma non sarà venduto per soldi, ma per scelta tecnica: un dettaglio importante che però non fa che mettere ulteriore pressione sulla dirigenza rossonera, che dovrà trovare un sostituto all’altezza non dell’attuale Leao (non troppo difficile) ma di quello che esattamente 4 anni fa faceva tremare San Siro contro la Fiorentina. Ci riuscirà?

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