Boca Juniors, Úbeda ad un passo dall’addio: i 12 candidati alla panchina

I primi 6 mesi del 2026 sono stati ancora una volta negativi in casa Boca Juniors. Riquelme è pronto quindi a cambiare nuovamente in panchina, Úbeda è ad un passo dall’addio. Sono 12 i candidati per sostituirlo.

Secondo quanto riportato da Olé sarebbero al momento 12 i nomi valutati da Juan Román Riquelme per sostituire Claudio Úbeda sulla panchina del Boca Juniors. La stagione degli Xeneizes è stata altamente negativo fin’ora. Il Boca Juniors dopo aver chiuso al secondo posto la fase iniziale del Torneo Apertura, è stato infatti eliminato agli ottavi dall’Huracan dopo i tempi supplementari. Non solo anche il percorso in Copa Libertadores ha avuto vita breve. Gli Azul y Oro, sono infatti usciti alla fase a gironi, e dovranno ora disputare i ripescaggi della Copa Sudamericana

Juan Román Riquelme, presidente Boca Juniors
Juan Román Riquelme, presidente Boca Juniors

 

Boca Juniors, i candidati alla panchina

Sono 12, secondo quanto riportato da Olé i candidati alla panchina del Boca Juniors per sostituire Claudio Úbeda dopo gli ultimi mesi negativi degli Azul y Oro. Nei giorni scorsi è stato comunicato all’allenatore la fine del rapporto lavorativo e si attende soltanto l’ufficialità del club. Intanto Juan Román Riquelme sta già valutando diversi nomi per iniziare un nuovo ciclo che partirà con il ripescaggio in Sudamericana e con il Torneo Clausura.

Kily González

È da molti considerato come il favorito del presidente ed è già stato vicino al Boca Juniors in altri periodi quando allenava altre squadre. L’ultima esperienza l’ha vissuta al Platense nel 2025. Grazie al buon rapporto con Román, risalente ai tempi in cui entrambi giocavano in Nazionale e nel Boca Juniors, seppur per poco potrebbe guadagnare la panchina. Dal punto di vista calcistico corrisponde ai gusti e al profilo dell’allenatore da lanciare che è stato una costante nella maggior parte dei casi.

Néstor Lorenzo

Si conosce con Riquelme dal 1996 quando giocarono insieme al Boca Juniors per un semestre. Storico assistente di José Pekerman, il suo nome ha acquisito una certa notorietà grazie agli ottimi risultati ottenuti con la nazionale colombiana, che ha portato a disputare la finale della Copa América nel 2024. Ha davanti a sé i Mondiali, il che potrebbe giocare a sfavore delle urgenze del Boca. Questo potrebbe anche sfavorirlo.

Antonio “El Turco” Mohamed

Dopo aver ottenuto tanti successi nelle diverse tappe della sua carriera nel calcio messicano, stava quasi per ritirarsi dopo aver vinto la Concacaf Champions League con il Toluca, proprio come aveva fatto l’ultima volta che gli era stata fatta un’offerta. Anche se l’offerta non è mai arrivata, più di una volta ha espresso il desiderio di allenare il Boca Juniors. Resta comunque un ipotesi improbabile.

Eduardo Domínguez

Non è molto apprezzato dalla dirigenza, ma i suoi ripetuti successi all’Estudiantes lo rendono sempre uno dei principali candidati. Per i tifosi, è tra i favoriti per la sua parentela con Carlos Bianchi. Sta vivendo un periodo altalenante, ma finora nulla fa sospettare che lascerà l’Atlético Mineiro, squadra che potrebbe incontrare il Boca Juniors nella finale della Copa Sudamericana.

Mariano Herrón

È una delle persone più vicine a Riquelme al momento, al punto che lo accompagna in ogni partita nel suo palco e spesso si scambiano opinioni. Dopo il suo ultimo incarico ad interim nel maggio 2025, il suo ciclo nel club sembrava giunto al termine, ma non si è arreso e ha continuato a vincere titoli con la squadra riserve. Se Román approfondirà il suo modello, sembra essere lui il prescelto.

Ricardo Gareca

Potrebbe rappresentare una vera scommessa. Dal punto di vista calcistico è un allenatore che non creerebbe problemi, capace di entrare in sintonia con i giocatori. Il suo ciclo in Perù ha rivoluzionato il calcio del Paese, che ha portato a disputare un Mondiale dopo 36 anni. I contro: le sue ultime esperienze (al Vélez e nella nazionale cilena) non sono state positive e gli pesa ancora il trasferimento al River nel 1984, cosa che i tifosi più accaniti non gli perdonano.

Gabriel Milito

Al momento sembra impossibile. Aveva tutto pronto quando se n’è andato Gago, trovandosi senza panchina e con alcune proposte all’orizzonte. Tuttavia, ha fatto trapelare che, a causa delle sue aspirazioni di diventare un giorno presidente dell’Independiente, non avrebbe potuto allenare il Boca. In seguito, ha assunto la guida del Chivas di Guadalajara, proprio la squadra da cui il Boca Juniors aveva preso poco prima Gago.

Guillermo Barros Schelotto

Altro nome molto complicato, non è mai entrato nella testa di Riquelme anche quando non aveva panchina. Ora è al Velez e difficilmente potrebbe essere il prescelto.

Martín Palermo

A suo favore ci sarebbe la possibilità di colmare in parte il divario all’interno del mondo del Boca. Inoltre, la sua carriera presenta meriti sufficienti per ricoprire la carica, anche se si considerano i percorsi di coloro che si sono succeduti in questi anni. Contro princpale: gli attriti storici con Riquelme e il suo netto rifiuto di lavorare un giorno con l’attuale presidente. Riuscirà il Boca a riunirli?

Carlos Tevez

Un caso simile a quello di Palermo in passato, anche se Carlitos non si è mai espresso riguardo alla possibilità di unirsi all’attuale amministrazione e tutto lascia intendere che, se gli venisse fatta un’offerta, accetterebbe immediatamente.

Jorge Sampaoli

Le sue recenti dichiarazioni sulle offerte ricevute da Daniel Angelici e le voci secondo cui gli sarebbe stato nuovamente offerto l’incarico lo collocano già tra i candidati. Considerata la sua visione calcistica, non sarebbe affatto strano che Riquelme lo prendesse in considerazione. D’altra parte, gli aspetti economici e il disappunto dell’opinione pubblica per la sua simpatia verso il River e, soprattutto, per la sua esperienza in Nazionale riducono le sue possibilità.

Walter Samuel

Per quanto possa sembrare una scelta insolita, il nome dell’assistente di Lionel Scaloni è passato per la mente di Riquelme, e con buone ragioni. Risponde ai requisiti di un allenatore da scommessa e lo stile della Nazionale è ben accolto in casa Boca Juniors. Inoltre, il suo rapporto con il presidente è sempre stato improntato alla reciproca ammirazione e al rispetto. Un contro: il suo impegno fino alla fine dei Mondiali potrebbe metterlo fuori gioco, potendo infatti iniziare a lavorare molto tardi rispetto ad altri.

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