F1, Kimi Antonelli è storia: Campione del Mondo a 20 anni

Kimi mondiale è storia. Limitiamoci a viverlo, senza cucirgli addosso e per forza un futuro in Ferrari

Dopo settantatré anni il campionato di Formula 1 è stato vinto da un pilota italiano, il primo dopo Farina (con Alfa Romeo) e Ascari (due volte con Ferrari) a farlo con un’auto straniera, ma anche il più giovane, in assoluto, a riuscirci, migliorando di oltre tre anni il primato di Sebastien Vettel. Andrea Kimi Antonelli ha vinto perché ha guidato la macchina più veloce, certo, ma anche perché su diciannove gare ne ha conquistate nove e in quindici, complessive, è salito perlomeno sul podio. Ha vinto per velocità, talento e regolarità, lo ha fatto già al secondo anno di Formula 1 come era riuscito ad Hamilton, nel 2008, e come neanche Senna, Prost, Schumacher e Verstappen, prima di lui, erano stati in grado.

Antonelli bacia il trofeo
Kimi Antonelli Antonelli (Instagram Kimi Antonelli) – Sportitalia.it

 

Kimi Antonelli, un nuovo Campione Italiano

In questi lunghissimi settantatré anni abbiamo vissuto tutto e inseguito tanto, abbiamo eletto a leggende eroi di altre nazioni, confinati, e non meno rassegnati, nell’impossibilità di vedere un giorno, lassù e davanti a tutti, il nostro tricolore. Andrea Kimi Antonelli si è preso sulle spalle questa stessa idea e l’ha resa, incredibilmente, reale, e prim’ancora di spiegare come è successo è giusto capire quanto valga per un Paese, il nostro, che anche sui motori ha costruito la propria cultura, che su questo dannato sport ha versato chilometri di inchiostro e che per colpa dello stesso si è rovinato, senza mai pentirsene, centinaia di domeniche.

Serviva un ragazzo bolognese, cresciuto in una porzione d’Italia dove il cuore ha un concetto diverso di vivere la velocità. Serviva questo ragazzo, per prendere il nostro sogno più ambizioso, trasformarlo in qualcosa di vero e permettergli di diventare immortale. Ecco perché adesso è doveroso, innanzitutto per lui, celebrarlo e limitarci a viverlo, senza dovergli cucire sulle spalle e per forza di cose un futuro con la tuta Rossa, consegnandogli la responsabilità che può servire lui (da solo) per riportare il titolo a Maranello. Siamo cresciuti, e invecchiati, con la limitata convinzione che solo la Ferrari potesse trascinarci sul tetto del Mondo, ma anche in questo Andrea Kimi Antonelli è riuscito a riscrivere la storia. La nostra.

Filippo Gherardi

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