Berrettini e Sinner, il parere di un grande ex fa discutere: tifosi stupiti. I due alfieri del tennis azzurro stanno attraversando entrambi un momento delicato
Chi per un motivo chi per l’altro, Matteo Berrettini e Jannik Sinner sono al centro di un fondamentale punto di svolta per la loro stagione. A spiegare la situazione ci ha pensato uno che li conosce bene.

Jannik Sinner e Matteo Berretini sono il presente e il futuro del tennis italiano. I due sono tra i migliori interpreti del mondo (top ten il primo, appena sotto il secondo) e hanno ancora rispettivamente 25 e 20 anni. Una carriera intera davanti a sé e la possibilità di salire ancora più in alto. Purtroppo in questo momento il romano è fermo ai box per l’ennesimo problema fisico che lo ha colpito durante il torneo di Acapulco, in Messico. Dopo essere uscito ai quarti di finale di Rio de Janeiro contro il prodigio Alcaraz, stava ritrovando le giuste sensazioni in vista del cemento nordamericano, quando gli addominali hanno fatto nuovamente crack. Un problema che si porta dietro dallo scorso anno e che lo ha bloccato sia agli Australian Open 2021, sia alle ATP Finals di Torino di novembre.
Difficoltà diverse invece quelle di Sinner, che ha deciso di interrompere la lunga collaborazione con Riccardo Piatti per affidarsi completamente alle cure di Simone Vagnozzi. Nuovo coach e nuovi stimoli, tarpati sul nascere dall’amico Hurkacz nei quarti di finale dell’ATP 500 di Dubai.
Berrettini e Sinner, il parere di Paolo Cané su entrambi: le loro condizioni

A parlare della situazione dei due italiani ci ha pensato un grande ex della racchetta italiana, ovvero Paolo Cané, intervenuto nel programma Tennismania, a cura di Sport2U e in collaborazione con OA Sport.
Su Berrettini Cané spiega: “Anche io avevo avuto un problema simile. Ai Giochi Olimpici di Los Angeles 1984 mi ero strappato gli addominali e posso assicurare che si tratta di un bruttissimo infortunio. Quanto accaduto a Matteo ad Acapulco non è stato uno strappo di forza, ma si è trattato di un dolore che ha sentito giocando, per cui ha preferito fermarsi e prevenire, sapendo quali sarebbero potute essere le conseguenze. A questo punto deve proseguire con tanta terapia e attenzione, il problema è che rimane la cicatrice in quella zona e non è mai una cosa positiva”.
Invece per quanto riguarda Jannik Sinner, l’ex tennista italiano chiede calma.
“Dobbiamo lasciarlo lavorare tranquillo, perchè so bene che sarebbero subito partiti i processi se non avesse rimontato Davidoch Fokina a Dubai. La scelta di affidarsi a Vagnozzi ritengo sia una decisione proprio sua, perchè penso avesse voglia di cambiare dopo tanti anni, anche a livello di gioco. Piatti gli ha organizzato tutto alla perfezione fuori dal campo e lui, bruciando le tappe a livello di gioco, le ha bruciate anche a livello mentale, andando a capire come si muovessero gli altri team ad alti livelli. Ha fatto una scelta importante e difficile, lasciando un allenatore che lo ha fatto crescere e lo ha portato tra i top 10. Ora Jannik è più esperto e maturo e ha deciso così. Una mossa che dovrà lasciarlo sereno e che dovrà dargli una mano a migliorare gli aspetti del suo gioco, migliorando il suo Piano A, ma inserendo anche un Piano B”.