Atalanta, la procura apre un’ulteriore indagine sui cori razzisti

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Si estende la vicenda dei cori razzisti della curva dell’Atalanta nei confronti di alcuni giocatori del Napoli

Non si è conclusa, e potrebbe portare a una sanzione più grave del previsto, la vicenda dei cori razzisti nei confronti di Koulibaly e Anguissa, giocatori del Napoli insultati da alcuni tifosi della curva dell’Atalanta al termine della partita di domenica scorsa.

Atalanta Koulibaly
A destra Koulibaly impegnato in un duello con Muriel (AP LaPresse)

Il giudice sportivo di Serie A Gerardo Mastrandrea ha disposto un “supplemento di indagine” in relazione a questa vicenda.

Atalanta, indagine sui cori razzisti

Un atto formale e dovuto visto anche il clamore che la questione ha suscitato sui giornali e sui social. Dopo che l’Atalanta ha pubblicato un comunicato stampa nel quale prendeva le distanze sui cori della Curva Pisani, con alcuni giocatori neroblu – De Roon su tutti – che dopo la partita avevano solidarizzato con i giocatori del Napoli insultati pubblicato alcuni post e foto insieme a loro. Un gesto che non tutti i tifosi dell’Atalanta hanno apprezzato.

Episodi controversi e polemiche

Il supplemento di indagine richiesto dal giudice sportivo della Serie A prevede a questo punto l’integrazione di nuovo materiale. Il rapporto arbitrale, ma soprattutto quello dei collaboratori della procura federale e dei commissari di campi presenti al Gewiss Stadium sono stati necessari ad aprire l’inchiesta. Ma ora il giudice sportivo ora vuole acquisire testimonianze e altre prove: immagini, video e foto. Nel tentativo di individuare i responsabili.

Il rischio per l’Atalanta è quello di una responsabilità oggettiva che potrebbe costare la squalifica della curva, o del campo di casa. Il giudice sportivo dovrà stabilire anche la collaborazione della società Atalanta nello sviluppo delle indagini e le responsabilità di quanto accaduto.

Atalanta Koulibaly
Koulibaly, oggetto di cori razzisti ieri a Bergamo (AP LaPresse)

Un brutto danno di immagine per il club, ma anche per la città. Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha chiesto scusa personalmente al Napoli e ai napoletani per quanto accaduto al Gewiss Stadium. Ma purtroppo non si tratta del primo episodio di questo tipo nel corso di questa stagione.

Qualche settimana fa la procura di Verona ha aperto un’inchiesta su uno striscione molto pesante che faceva riferimento alla guerra tra Russia e Ucraina e a Napoli. Per questo e altri episodi il giudice sportivo aveva chiuso la curva veronese dell’Hellas per un turno,

La procura federale aveva aperto inchiesta anche il 20 marzo scorso per alcuni insulti razzisti da parte dei tifosi del Cagliari nei confronti dei giocatori del Milan Maignan e Tomori.