Prezzo carburanti, non ci voleva: arriva la doccia gelata per gli automobilisti

2013

Prezzo carburanti, non ci voleva: arriva la doccia gelata per gli automobilisti. La decisione in extremis del governo Meloni fa infuriare utenti e cittadini

Uno dei provvedimenti del Governo Draghi che i cittadini hanno più gradito e apprezzamento fu il taglio delle accise sui carburanti. Una misura che ha prodotto per tutto il 2022 una riduzione del 30% sul costo dei carburanti, una vera e propria boccata d’ossigeno per tutti quelli che per lavoro o altre necessità trascorrono molto tempo in macchina o guidando un veicolo ad hoc per il trasporto di merci.

addio taglio accise
Pompa benzina – Sportitalia.it

Il taglio delle accise è stata dunque quella misura introdotta a partire dal primo marzo scorso dal governo Draghi, per contrastare l’aumento sconsiderato dei prezzi dei carburanti. Fino all’1 dicembre scorso, la riduzione delle accise ha permesso ai consumatori di godere di uno sconto di 30 centesimi al litro.

Un beneficio che è stato già ridotto dal nuovo governo di centrodestra a circa 18 centesimi nelle ultime settimane, a partire dall’inizio di dicembre tramite un decreto legge con “misure urgenti in materia di accise e IVA sui carburanti“. La scelta di non prolungare lo sconto, ovviamente, ha fatto discutere e continuerà a farlo nei prossimi giorni.

Prezzo carburanti, c’è il timore di nuovi aumenti nel 2023

Il prezzo di benzina e gasolio era stato tenuto in qualche modo sotto controllo per molti mesi, dando così un po’ di respiro alle tasche di automobilisti e autotrasportatori. Ma ora tutto è cambiato e non nella direzione auspicata dai cittadini. Il nuovo esecutivo guidato dalla presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha deciso proprio in extremis di non inserire nella manovra finanziaria il rifinanziamento del taglio delle famigerate accise.

Secondo i calcoli di Centro Consumatori Italia, con la fine della riduzione delle accise sui carburanti nel 2023 ci attende un aumento di 5,2 miliardi delle spese per il trasporto su gomma: i rincari del trasporto merci avranno poi ricadute sull’inflazione, che a causa di ciò salirà dello 0,4%, secondo le valutazioni dell’Associazione.

Detto questo, la rinuncia è servita al governo per liberare risorse destinate su altri fronti: nel periodo da marzo a novembre, la misura del taglio delle accise si stima sia costata circa 7 miliardi di euro.

Benzina in aumento
Benzina e diesel – Sportitalia.it

Il beneficio, poi, viene meno in un contesto in cui i prezzi alla pompa sono diminuiti rispetto ai mesi in cui lo sconto era in vigore grazie al calo delle quotazioni del petrolio sui mercati internazionali. Oggi le tariffe si aggirano (per il self) intorno agli 1,63 euro/litro per la benzina e gli 1,69 euro/litro per il gasolio.

L’introduzione a livello europeo del cosiddetto ‘price cap‘, il tetto al prezzo del petrolio, dovrebbe incidere nelle prossime settimane sul costo dei carburanti, favorendo il contenimento dei costi ed evitare così una nuova ondata di rialzo dei prezzi.

La speranza poi è che il conflitto tra Russia e Ucraina possa concludersi quanto prima: la fine delle ostilità nel cuore dell’Europa avrebbe, com’è ovvio, un impatto più che benefico sulle oscillazioni del prezzo del combustibili fossili. Già i primi mesi del 2023 saranno decisivi, anche da questo punto di vista.