Criscitiello attacca Skriniar: “Deve avere il coraggio di ammetterlo!”

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Che Allegri facesse giocare male le sue squadre lo sappiamo da tempo. Da tempo sappiamo anche che, però, nel buio del teatro otteneva i risultati. Nell’ultimo periodo non riuscendo a vincere è stato assalito da stampa e tifosi perché oltre a non giocare non vinceva neanche più. Ora la Juventus è tornata. Possiamo certificarlo grazie ai risultati ottenuti a cavallo del mondiale; prima e dopo. Certamente il grande test scudetto sarà con il Napoli e se, realmente, i bianconeri torneranno in corsa per il titolo la nostra serie A dovrebbe farsi non una ma mille domande. La Juve riapre i giochi dopo aver dormito e fatto nulla per tre mesi. Oggi Allegri vince ed è tornato quello di una volta. Difesa blindata, mezzo gol da blindare, spesso nei minuti finali o addirittura di recupero. Avrebbe mille alibi l’allenatore. Dall’assenza della società ad un mercato sbagliato ma ora tirerà fuori il meglio del suo repertorio. Con Cremonese e Udinese sono arrivati 6 punti sporchi ma la classifica non bada alla bellezza dei punti. Non c’è l’asterisco sui punti belli della Cremonese e non c’è neanche su quelli brutti della Juventus. E chi vince ha sempre ragione. Con l’Udinese, la Juventus ha fatto qualcosa in più anche se i friulani in avanti non hanno quasi mai azzardato. L’assenza di Deulofeu è pesantissima e Success fa la differenza da subentrante, meno da titolare. La Juve un caso rischia di averlo. Ed è quello di Dusan Valhovic. Allegri non vedeva l’ora di recuperare Chiesa, a ragion veduta, ma non scalpita per riavere Vlahovic. Per quelle che sono le caratteristiche dell’ex attaccante della Fiorentina, Allegri preferisce di gran lunga Milik e Kean. Il problema è che, solo un anno fa, lo hai pagato quasi 80 milioni di euro. L’attaccante non si discute ma per come gioca la Juventus rischia di ritrovarsi incastrato e di non potersi esprimere come faceva a Firenze con Italiano. Tipologia di calcio completamente differente, soprattutto per quello che è il credo tattico dei due allenatori.

Inter, tra polemiche e non rinnovi. Sul discorso arbitrale Simone Inzaghi ha perfettamente ragione. Saviano parlava di poteri del Nord, questa è la conferma che qui gli unici che hanno il potere (di fare danni) sono gli arbitri. Sono scarsi, giovani, presuntuosi e incapaci. Dispiace perché tutti sbagliamo ma l’Inter fa bene ad arrabbiarsi. E’ comunque una ruota che gira. Tutti saranno penalizzati da questa mediocrità arbitrale. Mercato. A Monza c’era uno striscione per Skriniar. I tifosi sbagliano perché nessun calciatore va pregato per restare. E’ finita l’epoca dei Totti, Maldini, Zanetti e Del Piero. Qui quando c’è un’offerta migliore si va. Fascia o non fascia da capitano. Il vero problema è che Marotta ha sbagliato tutta la gestione dell’operazione. Skriniar andava ceduto per 50-60 milioni di euro e poi trovavi un altro. Quell’altro era Bremer ma poi la Juve, senza una logica, ha alzato il prezzo e l’ha strappato all’Inter. Parliamo comunque di un calciatore normalissimo. Ora, però, Skriniar dovrebbe smetterla. Deve dire cosa vuole fare. Basta giochini. Probabilmente, dice qualcuno, che l’Inter sia già stata avvisata ma mediaticamente preferiscono tenere la decisione segreta fino alla primavera. E questa è un’altra fesseria. Bisogna essere chiari e trasparenti. Per rinnovare, il difensore che piace al PSG, ha avuto tempo il post mercato estivo, prima del Mondiale, durante il Mondiale, e dopo il Mondiale. I tifosi devono sapere la sua decisione, perché tutti sappiamo che è bella che presa.

Il Sassuolo inizia a preoccupare seriamente e se non ci fosse stata così tanta mediocrità in basso, quest’anno avrebbe anche rischiato. Non è detto che ciò non avvenga. Il Sassuolo magico degli ottavi posti si è perso. Spesso abbiamo parlato di miracolo societario, forse il miracolo era solo tecnico e si manteneva su un singolo. Puoi campare un anno di rendita ma poi rischi di perderti se non hai la capacità di tenerti nelle zone alte. Dionisi qualcosa sta sbagliando, certo, ma la società non l’ha aiutato in sede di mercato. Pinamonti non è Scamacca e neanche Raspadori. La squadra è oggettivamente più debole e chi è arrivato sta facendo rimpiangere chi è partito. Il mercato di riparazione serve più delle cessioni. Parliamo tanto di Frattesi verso la Roma ma Carnevali più che pensare a fare cassa oggi deve occuparsi di sistemare la squadra e la sua classifica.