Il campo 18 dell’All England Club è stato teatro di un incredibile episodio che ha catalizzato l’attenzione di tutti
Qualcuno si è già affrettato a dire che questo è solo l’inizio. Che altre iniziative di questo tipo verranno a galla nel prosieguo del torneo. Quando sarà ancora maggiore sia la posta in palio per i tennisti, sia la stessa attenzione del pubblico. Per non parlare del fatto che la risonanza per un episodio accaduto sul campo 18, nel terzo giorno di partite, sia tutto sommato limitata rispetto a quella che potrebbe avere sul campo centrale. Magari durante la finale maschile. I precedenti, numerosi e clamorosi, non rendono del tutto peregrina la suddetta tesi.

Ma ricostruiamo quanto accaduto. Nel corso del match di primo turno tra il bulgaro Dimitrov e il giapponese Shumabukuro, c’è stata l’ennesima invasione di campo della storia dei Championships. Stavolta però non si è trattato di donne o uomini nudi che hanno attraversato il campo come in occasione della finale del 2002 tra Hewitt e Nalbandian. La protesta messa in scena su uno dei campi più periferici dell’All England Club ha ricordato molto da vicino quanto accadde lo scorso anno al Roland Garros in occasione della semifinale tra Casper Ruud e Marin Cilic.
In quell’occasione una donna, che indossava una maglietta recante la scritta ‘We have 1028 days left’ – ‘Ci restano 1028 giorni’ – si legò ad una delle due estremità della rete. Ferma e in ginocchio. Gli addetti alla sicurezza dovettero impegnarsi a fondo nel rimuovere la catena portando via di peso l’autrice della protesta.
“Just stop oil”: la protesta corre sui campi di Wimbledon
Un uomo e una donna, entrambi vestiti con una maglietta riportante la scritta ‘Just stop oil‘, hanno invaso il campo 18 lanciando coriandoli arancioni e le tessere di un puzzle, interrompendo la partita in corso. Il pubblico, che non si aspettava una protesta di siffatto clamore, ha assistito attonito alla scena. Gli stessi steward, addetti alla sicurezza, sono rimasti sorpresi dall’accaduto anche perchè normalmente le zone più presidiate dello storico circolo inglese non sono normalmente quelle periferiche dei campi secondari.

La manifestazione di protesta che avrebbe dovuto sensibilizzare i media e il pubblico fa seguito a quanto accaduto qualche giorno prima a Stoccolma, durante il Golden Gala di Atletica, nel corso della gara sui 400 metri ostacoli.
Anche sull’erba inglese i due attivisti si sono seduti sul prato praticamente consegnandosi, senza opporre alcuna resistenza, alla sicurezza che li ha trascinati fuori dal campo nello stupore, ancora vivo, dei relativamente pochi spettatori presenti sulla tribunette del campo.