Ferrari-Hamilton, scoppia il caso: “Più di una stranezza”

L’approdo del sette volte campione del mondo, Lewis Hamilton, a Maranello continua a far parlare di sé. E non mancano i perplessi…

Da quando nella serata di giovedì 1° febbraio è arrivata la notizia ufficiale, nell’universo Ferrari non si parla d’altro: il futuro trasferimento di Lewis a Maranello continua ad essere oggetto di analisi e previsioni, di apprezzamenti e critiche, da parte sia dei semplici appassionati che degli addetti ai lavori.

Hamilton alla Ferrari è già un caso
Lewis Hamilton approderà a Maranello nel 2025 (AnsaFoto) – Sportitalia

Il tema principale, ovviamente, riguarda le prospettive del matrimonio. E, da quanto si legge sulle principali testate e sui social, emerge che il mondo ferrarista sia diviso in due ‘fazioni’. Da una parte c’è chi ritiene l’arrivo di Hamilton in Ferrari un’operazione brillante che rilancerà il Cavallino dopo oltre una decade di insuccessi.

Dall’altra invece c’è chi sostiene che la Scuderia avrebbe fatto meglio a rinnovare Carlos Sainz – ‘scaricato proprio per far spazio al britannico – anziché investire una cifra clamorosa (si parla di 50 milioni di euro a stagione) su un pilota che approderà in Italia a quarant’anni.

Hamilton-Ferrari, quali prospettive? Minardi senza peli sulla lingua

Chi ha ragione, come sempre, sarà il tempo, anzi la pista, a dirlo. Intanto, nella fazione degli scettici si è schierata una personalità che la Formula 1 l’ha frequentata in lungo e in largo, prima fondando una propria squadra e poi in veste istituzionale come membro della FIA. Ci riferiamo a Gian Carlo Minardi.

Hamilton alla Ferrari è già un caso
Hamilton-Ferrari, un affare da quali prospettive? Il parere dell’esperto (Foto Facebook Minardi) – Sportitalia

Se parliamo di marketing è un’operazione brillante, quindi complimenti a John Elkann”, ha affermato Minardi in un’intervista concessa a Il Resto del Carlino. L’imprenditore di Faenza, tuttavia, ha qualche riserva in più sul lato tecnico dell’affare. Se parliamo di Formula 1 allora la situazione cambia: la Ferrari non è rimasta senza titoli per una generazione a causa di chi era al volante. Ne consegue che Hamilton non è una garanzia di successo, così come non lo era Vettel. In F1 è fondamentale avere una macchina vincente. Una casa non si costruisce dal tetto, ma dalle fondamenta”, ha sottolineato.

Minardi, inoltre, ha delle perplessità anche riguardo come vivrà Charles Leclerc l’arrivo del britannico a Maranello. Lo ricordiamo, al pilota monegasco è stato rinnovato il contratto qualche settimana fa, con la promessa che sarebbe diventato il centro del progetto della Ferrari. “Passa una settimana e gli mettono accanto una leggenda come Hamilton. Diciamo che c’è più di una stranezza in questa storia. E, in ogni caso, avrei tenuto Sainz”, ha concluso il 77enne emiliano.