Copa America, gli USA di Berhalter ci credono

Per la seconda volta in 8 anni gli USA ospiteranno un’edizione della Copa America. Una sorta di prova generale prima dei Mondiali 2026, che si disputeranno in 11 città statunitensi, oltre ad altre 5 suddivise tra Canada e Messico. La rosa del ct Gregg Berhalter affronterà Bolivia, Panama e Uruguay, in un girone sulla carta abbordabile nella speranza di andare oltre le semifinali del 1995 e, sempre in casa, del 2016.

Berhalter suona la carica

Ci siamo allenati con Josh Sargent (attaccante del Norwich, ndr) sia in palestra che sul campo, ma non sarà in grado di giocare la partita con la Colombia”, ha detto Berhalter nell’ultima conferenza stampa. “Dovremo vedere se ce la farà per la partita con il Brasile e poi dovremo decidere se inserirlo nella rosa della Copa America. Ha avuto un fastidioso infortunio al piede. Abbiamo ridotto il carico degli esercizi, poi gliene abbiamo dati altri e poi l’abbiamo messo alla prova, solo per vedere a che punto è. Per noi si tratta di capire come prepararlo e prepararlo al meglio, per poi decidere se sarà disponibile”.

Quel che è certo è che la Copa America debba essere un trofeo per gli USA in cui recitare un ruolo da protagonisti, al pari delle altre big. “Questo è l’ultimo torneo importante prima dei Mondiali. Avremo la Gold Cup, ma il calibro delle squadre non è all’altezza della Copa America, se si pensa alle quattro grandi squadre che partecipano a questo torneo: Argentina, Brasile, Uruguay e Colombia. Ne affronteremo due prima del torneo, una durante il torneo e potremo potenzialmente affrontarle nel corso del torneo, quindi questo è un torneo importante per noi ed è un punto di partenza per arrivare fiduciosi ai Mondiali. Penso che questo possa creare un enorme slancio nel gruppo. Può portare fiducia alla squadra, quindi sappiate che la prendiamo sul serio e che vogliamo fare delle buone prestazioni”.

“Penso che sarebbe sorprendente vedere la Colombia batterci nettamente o vincere la Copa, finché però non si inizia a guardare la loro rosa, come giocano, la loro determinazione: sono una squadra di alta qualità. Se si considerano i loro playmaker e Luis Diaz, si capisce che si tratta di un gruppo tosto. Sono imbattuti da 18 partite. Sono una squadra molto fisica, molto forte in difesa. Mi piace molto il modo in cui recuperano quando la pressione viene meno. Si ritrovano subito con 7 o 8 uomini davanti all’area di rigore per rendere davvero difficile la penetrazione. Non vedo l’ora di questa partita. Credo che sarà un ottimo test per noi. E non vediamo l’ora di viverla con un grande pubblico a Washington questa sera”

Pulisic e McKennie ci credono

Del momento storico che sta vivendo il calcio statunitense, ha parlato anche Christian Pulusic. “È facile pensare già al Mondial sul suolo di casa, è la cosa più importante che probabilmente ci sarà nella nostra carriera. È un momento speciale per questo sport in America, ma adesso c’è la Copa America nel nostro Paese. Quindi ci sono molte situazioni entusiasmanti in questo momento storico. Noi cerchiamo di affrontare partita per partita e di concentrarci su ciò che sta accadendo ora. Ma è sicuramente un momento elettrizzante e bello da vivere, in questo senso”.

Weston McKennie ha invece voluto soffermarsi sullo stato della Nazionale di Berhalter, in grande forma e, soprattutto, con la possibilità di giocarsi le sue chances con le grandi d’America. “Per quanto ci riguarda, non credo che siamo così lontani dalle grandi squadre che partecipano a questo torneo, alle grandi favorite come Brasile, Argentina e Colombia. Abbiamo tanti giocatori di club di alto livello che giocano contro questi giocatori di settimana in settimana- Quindi penso che se mettiamo insieme tutti i pezzi e arriviamo al torneo al top, al massimo livello, penso che possiamo fare bene. Anche se per me la definizione di successo sarà sempre e solo vincere. Quindi sperodi riuscire a conquistare il trofeo e centrare questo incredibile successo davanti al nostro pubblico”.

 

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