Nemmeno sono iniziati i collaudi per Sepang che qualcuno ha già qualcosa da ridire sul mondiale di MotoGP. Sarà un maremoto, sotto ogni aspetto.
Dopo un mondiale 2025 così emozionante, che fino all’ultimo ci ha regalato sorprese e sconvolgimenti anche a discapito dei piloti – pensiamo all’incidente di Marc Marquez in Indonesia per esempio – non sarà facile pareggiare questo carico emotivo con una stagione 2026 all’altezza di quanto abbiamo visto in pista nemmeno due mesi fa.

Il Mondiale del 2026 parte caricando una bella responsabilità sulle spalle di piloti, dirigenti ed amministratori che dovranno fornire uno spettacolo indimenticabile. Questo anche in vista del fatto che a partire dal 2027, le motociclette subiranno numerose modifiche, per via del nuovo regolamento che la DORNA ha deciso di adottare e di cui abbiamo già parlato in molte occasioni.
Proprio il cambio di regolamento suscita grandi preoccupazioni in piloti ed ex atleti che oggi commentano o seguono la MotoGP da spettatori. Uno tra loro, un grande nome italiano del passato, ci avvisa: godiamoci il Mondiale del 2026 perché a partire dal 2027 le moto ed i piloti ci regaleranno molte meno emozioni. E il motivo è il più banale possibile.
Le moto diventano più lente, è un disastro
Loris Capirossi, ben 21 anni passati in sella ad una motocicletta sportiva dal 1990 – esordio nelle classi minori – al 2011, anno del suo definitivo ritiro, si può definire un senatore del motociclismo italiano. Con 3 titoli mondiali portati a casa in varie categorie, Capirossi ha corso anche per Ducati in un tempo in cui la scuderia non era dominante come lo è oggi.

L’atleta si dice molto preoccupato per quello che ci attende in futuro, in MotoGP: a sua detta, è il normale corso delle cose che piloti e mezzi diventino molto più lenti. Al podcast Mig Babol ha infatti svelato qualche retroscena interessante sulle regole dei prossimi mondiali che, tra le altre cose, vedranno l’uso di gomme Pirelli – non Michelin – l’addio ad alzatori e dispositivi di questo tipo e la riduzione ad 850 cc di cilindrata per le motociclette.
Il pilota italiano ammonisce proprio in merito all’ultimo dettaglio: “Dai dati che hanno raccolto gli ingegneri nelle prime simulazioni, le moto del 2027 saranno da 1.5 a 2.5 secondi più lente rispetto alle attuali”. Non si tratta proprio di un’inezia in un campionato dove i decimi di secondo segnano la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Ma niente paura, è tutto parte del progetto: “Con la successiva evoluzione, diventeranno più veloci”. Si, ma in quanto tempo? Noi ci godremo questo 2026, pensando che se Capirossi ha ragione il 2027 potrebbe essere molto meno emozionante.






