Ucciso durante il funerale della madre, Alain Orsoni torna al centro della cronaca: storico leader del nazionalismo corso, vissuto a lungo in esilio, la sua morte riaccende l’attenzione su decenni di conflitti politici, faide criminali e irrisolti dell’isola.
Alain Orsoni, figura di primo piano del nazionalismo corso tra gli anni Settanta e Novanta, è stato ucciso lunedì mentre partecipava al funerale della madre. Aveva 71 anni e viveva da tempo all’estero, in un esilio volontario che lo aveva portato a stabilirsi in Nicaragua.
Era rientrato in Corsica esclusivamente per le esequie, celebrate a Vero, piccolo centro dell’entroterra a una ventina di chilometri da Ajaccio. Secondo quanto riferito dal procuratore di Ajaccio, Nicolas Septe, e riportato dal quotidiano Le Monde, Orsoni è stato colpito da un proiettile esploso da grande distanza. L’autore dell’omicidio non è stato ancora identificato.

La sua militanza politica
La sua storia è strettamente legata alle vicende più complesse e controverse dell’indipendentismo corso. Da giovane Orsoni fu tra i dirigenti del Fronte di liberazione nazionale corso (FLNC), la principale organizzazione separatista dell’isola, attiva anche sul piano armato.
Con il passare degli anni, però, prese le distanze dal movimento, criticando le profonde divisioni interne e la deriva violenta e criminale di alcune sue componenti. Da questa rottura nacque il Movimento per l’autodeterminazione, con cui Orsoni tentò di dare una nuova direzione politica alla causa corsa, meno segnata dall’uso delle armi.
L’esilio di Orsoni dalla Corsica
Negli anni Novanta decise di lasciare definitivamente l’isola per sottrarsi a un clima sempre più segnato da conflitti, regolamenti di conti e infiltrazioni criminali. Visse a lungo tra Nicaragua, Florida e Spagna, mantenendo un profilo relativamente basso.
Nel 2008 tornò in Corsica, ma fu vittima di un attentato organizzato da un gruppo criminale corso, dal quale riuscì a salvarsi. L’episodio segnò l’inizio di una lunga faida che avrebbe portato a numerosi atti di violenza e, negli anni successivi, anche all’arresto del figlio Guy Orsoni.
Orsolini presidente dell’Ajaccio
Parallelamente all’impegno politico, Alain Orsoni ebbe un ruolo di primo piano anche nel calcio corso come presidente dell’AC Ajaccio. Guidò il club dal 2008 al 2015 e poi nuovamente nel 2022, attraversando stagioni intense e spesso turbolente.
Sotto la sua presidenza, la squadra visse continui alti e bassi, alternando partecipazioni alla Ligue 1 e alla Ligue 2, tra promozioni entusiaste e retrocessioni dolorose. Orsoni considerava l’AC Ajaccio un simbolo identitario dell’isola, uno strumento di coesione popolare e di rappresentanza sportiva della Corsica nel panorama calcistico francese.





