A 35 anni Arianna Fontana firma un altro capolavoro olimpico: argento nei 500 metri, tredicesima medaglia ai Giochi ed eguagliato il record di Edoardo Mangiarotti. A Milano-Cortina 2026 la leggenda può diventare ancora più grande.
Arianna Fontana continua a scrivere pagine indelebili dello sport italiano. A 35 anni, la campionessa valtellinese conquista un fantastico argento nei 500 metri di short track alle spalle dell’olandese Xandra Velzeboer, centrando la tredicesima medaglia olimpica della sua carriera straordinaria.
Un traguardo che la porta a eguagliare Edoardo Mangiarotti, leggenda della scherma, nella classifica degli italiani più medagliati nella storia dei Giochi. Un primato condiviso, ma forse solo temporaneo: a Milano-Cortina 2026, Fontana avrà ancora tre occasioni per superarlo, nei 1000, nei 1500 e nella staffetta femminile.

La grande impresa di Arianna Fontana
L’impresa dell’azzurra assume un valore ancora più grande se si guarda al percorso della gara. Seconda nei quarti e in semifinale, sempre alle spalle della Velzeboer – capace di migliorare il proprio record del mondo con un impressionante 41”399 – Fontana firma due volte il primato italiano, dimostrando una condizione atletica e mentale fuori dal comune.
Nei suoi “amati” 500 metri, quattro giri e mezzo percorsi a ventre a terra, arrivano così cinque medaglie olimpiche consecutive: dal bronzo di Vancouver 2010 all’argento di Sochi 2014, fino agli ori di PyeongChang 2018 e Pechino 2022, per culminare nell’argento di oggi. Un fil rouge che parte ancora prima, dal bronzo conquistato a Torino 2006 con la staffetta, quando Arianna aveva appena 15 anni e 314 giorni.
La finale
La finale è un concentrato di adrenalina e tecnica. Alla corda, posizione privilegiata, c’è la Velzeboer; alla sua destra, come nelle batterie precedenti, Fontana. Subito un contatto al via provoca la caduta dell’olandese Poutsma, che però riesce a rientrare in gara. La Velzeboer prende la testa con la potenza di un missile, mentre Fontana si accoda con intelligenza tattica.
L’oro è irraggiungibile, Xandra lo prenota. Ma l’azzurra non smette di spingere: è un razzo che non molla, mantiene il distacco e controlla il ritorno delle avversarie, completando la sua missione in 42”294. Dietro, Poutsma e la canadese Sarault provano a rientrare, ma la compostezza di Arianna fa la differenza.
La gioia per la medaglia
Il momento più intenso arriva dopo il traguardo, nell’abbraccio con il marito e allenatore Anthony Lobello: un’immagine simbolo di una carriera fatta di sacrifici, talento e resilienza. Per gli altri azzurri, invece, la giornata è amara: eliminazioni e squalifiche fermano il sogno di podio. Ma la luce resta quella di Arianna Fontana, atleta senza tempo, ormai oltre la storia.