Malen e chi ha dormito. Chivu, potevi vincere la Champions della coerenza 

Un attaccante vero sposta gli equilibri, soprattutto da gennaio in poi.

Dovrebbe saperlo anche la Juve, meglio ancora avrebbe dovuto saperlo visto che non si è degnata di accontentare Luciano Spalletti. Faccio un esempio che avrebbe dovuto avere la precedenza con il senno del primo, non adesso che il mercato invernale è finito da qualche settimana.  Se Malen fosse andato a Torino bianconera piuttosto che a Roma giallorossa, sarebbe stato un bel modo per accontentare un allenatore che aveva bisogno di certezze. Invece, hanno fatto quattro o cinque volte il giro del palazzo tornando a casa con le mani vuote. Questo resterà un errore imperdonabile di Comolli, compresi i suoi collaboratori che hanno fatto il giro d’Europa, tornando a casa con le mani vuote come quello scolaro alla prima gita scolastica che perde i tre voli a disposizione e resta a casa.

Perché Malen non mi sorprende

Sono sorpreso da chi resta esterrefatto per il rendimento enorme di Malen con Gasperini, cinque gol in cinque partite, soltanto Batistuta ha fatto meglio nella storia recente giallorossa. Ma scusatemi dove e quale sarebbe la notizia? Stiamo parlando di un attaccante forte fin dai tempi del PSV, molto tecnico e molto cinico, capace di giocare per se stesso ma anche di mettersi al servizio della squadra. Brava la Roma a giocare di anticipo mentre gli altri perdevano tempo e Chiellini spiegava in modo goffo – a pochi minuti dalla sfida di Parma – che la Juventus non stava trattando Icardi quando lo aveva corteggiato spudoratamente qualche ora prima in call conference. Certo, tutti possono sbagliare, ma ci sono errori imperdonabili e che rischiano di pesare non poco quando sarà il momento di tirare le somme e di verificare se la musichetta della Champions suonerà anche nella prossima stagione.

L’occasione persa da Cristian Chivu

Chivu magari vincerà lo scudetto e sarà una grande impresa. Ma domenica scorsa ha perso un’eccellente occasione per vincere la Champions della coerenza. Adesso se Chivu pensa di poter fare i sermoni o i sermoncini per un paio di mesi (“non parlo di arbitri”, “tutti sbagliano”, “mi presenterò anche io quando un allenatore andrà in conferenza per ammettere un vantaggio ricevuto”) e poi si comporta esattamente al contrario, la delusione è lui. Forse più di Bastoni che ha atteso tre giorni prima di presentarsi in sala stampa per chiarire. Non so se la spiegazione sul fallo (?j di Kalulu sia farina del sacco di Chivu oppure se si è confrontato per dire quelle cose. Aggiungendo un’altra bugia bianca, ovvero che aveva sostituto Bastoni all’intervallo perché lo aveva visto in difficoltà nella marcatura su Conceicao. Ma lui davvero pensa che la gente creda a tutte le cose che racconta, dopo aver fatto la morale al mondo intero? A poche ore dalla sfida in Norvegia, non ha cambiato idea e quindi – da questo momento in poi – l’argomento è di sicuro archiviato, ma almeno poteva risparmiarci la morale.

Chivu la morale anche no

Caro Cristian, non pensare che gli altri siano stupidi e che tu sia il furbo dalla compagnia. La prossima volta, se devi presentarti in conferenza per metterci la faccia al contrario rispetto a come avresti dovuto, meglio guadagnare il garage di San Siro e tornare a casa con mezz’ora di anticipo.

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